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View of the Piano di Sorrento coast and city.

Cosa vedere a Piano di Sorrento

Napoli, Campania · 96 m slm

costiero

In breve

Piano di Sorrento è un paese della provincia di Napoli, a 96 metri sul livello del mare. In auto è a circa 50 minuti da Napoli e a 1 ora da Salerno. Ci sono 27 cose da vedere, fra cui Villa Fondi De Sangro, Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina Georges Vallet e Villa Lauro. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’estate.

Periodo migliore: estate e primavera

La tua giornata a Piano di Sorrento

sabato 24 ottobre, partendo da Napoli: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.

Come ti muovi
  1. viaggio

    In auto da Napoli a Piano di Sorrento

    44,8 km, circa 50min

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  2. parcheggio

    Parcheggio San Pietro

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  3. visita

    Il centro di Piano di Sorrento

    27 cose da vedere, fra cui Villa Fondi De Sangro, basilica di San Michele Arcangelo, Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina Georges Vallet

    l’orario di apertura c’è per 1 su 27

  4. pranzo

    Osteria Estoria

    aperto il sabato a pranzo (12:15–14:45, 19:15–23:00)

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  5. sentiero

    I casali di Piano

    9,2 km · +260 m · difficoltà T

    Orario indicativo · tempo contato su lunghezza e dislivello · apri in Google Maps ↗

  6. rientro

    Rientro a Napoli

    44,8 km, circa 50min

  • • Il meteo di quel giorno non si conosce ancora: il pomeriggio è all’aperto, dagli un’occhiata prima di partire.
  • • Il sole tramonta alle 18:10: le tappe all’aperto finiscono entro le 17:40.

Piano di Sorrento sulla mappa

I luoghi delle schede di questa pagina, i sentieri qui intorno e le tappe della giornata. Tocca un punto o una linea per aprire la sua scheda.

  • Da vedere
  • Dove mangiare
  • Parcheggi
  • I casali di Piano
  • Sentiero CAI 335
  • Sentiero Italia CAI
  • Itinerario 29
  • Itinerario 59
  • Tappe della giornata

Le tappe della giornata di sabato 24 ottobre, nell’ordine: la linea tratteggiata le unisce, non è la strada.

  1. 109:20Parcheggio San Pietro
  2. 209:30Il centro di Piano di Sorrento
  3. 312:30Osteria Estoria
  4. 414:00I casali di Piano

Galleria

Come arrivare

  • da Napoli44,8 km · 50min
  • da Salerno46 km · 59min
  • da Caserta66,9 km · 1h 12min

Piano di Sorrento (Caruotto in napoletano) è un comune italiano di 12 065 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

L'uomo è presente in questo territorio fin dalla preistoria: tre grotte: La Porta, Mezzogiorno ed Erica, scoperte negli anni cinquanta e sessanta nella zona collinare del comune sono ancora lì a testimoniare questo ancestrale connubio. In esse furono ritrovati elementi risalenti al Paleolitico Superiore ed al Mesolitico. Ma di gran lunga più importante è il rinvenimento dei resti di un villaggio e di una necropoli nei pressi della sorgente S. Massimo: le genti del Gaudo si insediarono qui nel II millennio a.C.

A partire dal VII secolo a.C. giunsero prima i Greci e poi i Sanniti. Infine, come il resto della penisola sorrentina, anche la Planities romana fece parte del municipio di Sorrento.

Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

Cosa vedere a Piano di Sorrento

27 posti, qui e nei dintorni

Villa Fondi De Sangro

villa

Basilica di San Michele Arcangelo

basilica

Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina Georges Vallet

museo

Castello Colonna

castello

Costruito nel 1872 dal conte Eduardo Colonna Doria Del Carretto, del Paliano sulle rovine dell'antica abbazia di San Pietro a Cermenna, questo palazzo in forma di castello medievale ospita oggi mini appartamenti privati, un ristorante e uno stabilimento balneare.Esterno: Un grande arco con una balco

Villa Lauro

villa

Costruita sul finire del XVIII secolo da Antonino Lauro.Esterno: È considerata una delle migliori espressioni di architettura neoclassica della Campania. Presenta un piccolo giardino, chiuso da una cancellata, davanti ad un porticato a colonne doriche; due leoni in gesso sono posti ai lati dell'ampi

Palazzo Mastellone

palazzo

Risale al 1612 la ristrutturazione di questo edificio ad opera di don Giuseppe Antonio Mastellone in via Gottola; è detto "palazzo del Vescovo" perché il suo fondatore divenne vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi.Esterno: Da notare il portale in piperno con lo stemma dei Mastellone (due leoni rampant

Villa Maresca Sopramare

villa

Costruita nel XVIII secolo dalla famiglia Maresca di Serracapriola.Esterno: A piano terra cappella gentilizia con due lapidi: la prima ricorda il duca Antonino Maresca Donnorso di Serracapriola (1750-1822), ministro plenipotenziario del Regno delle due Sicilie, inviato straordinario al Congresso di

Museo archeologico della penisola sorrentina "Georges Vallet"

museo

Il Museo archeologico della penisola sorrentina, intitolato all’archeologo e studioso Georges Vallet (1922-1994), pioniere della ricerca archeologica nell'Italia meridionale, direttore dell'Institut Français di Napoli (1962-1967) e fondatore del Centre Jean Bérard, è ospitato nelle sale della splendida villa Fondi de Sangro. La villa e il suo parco fanno parte della vasta produzione architettonica di residenze patrizie che caratterizzò la prima metà del XIX secolo. Edificata nel 1840 dal Principe di Fondi, don Giovanni Andrea de Sangro, la villa sorge nell'eccezionale contesto di un parco affacciato a picco sul mare, sopra la Marina di Cassano. Originariamente abbellita da stucchi, maioliche e affreschi, fu distrutta dal terremoto del 1980. Interamente restaurata, la villa è stata in parte destinata a sede museale, ed è circondata da un tipico giardino in stile metà Ottocento, parco pubblico che ospita una ricca varietà di specie botaniche; l'antica serra è stata invece adibita a locale di ristoro per i visitatori. Il Museo, nato dall'esigenza di raccogliere la documentazione relativa alle conoscenze storiche e archeologiche dell'intero territorio della penisola sorrentina secondo criteri moderni e scientifici, nel suo attuale allestimento intende sia raccontare la vocazione della penisola quale luogo di villeggiatura durante la prima età imperiale, sia proporre le tracce materiali della sua plurisecolare frequentazione, dai culti che hanno caratterizzato la topografia religiosa del territorio agli insediamenti abitativi e alle relative necropoli. Sorrento e la penisola sorrentina costituiscono, sin dai tempi più lontani, un crocevia di genti e costumi diversi, punto di passaggio obbligato per coloro che entrano o escono dal Golfo di Napoli. Insediamenti fiorenti si svilupparono dalla Preistoria fino al Medioevo, dapprima sulle alture calcaree della dorsale sorrentina, in seguito nei pianori prospicienti le baie, ideali punti di attracco per le imbarcazioni che solcavano il mare. Il Museo si apre con una sezione dedicata alle ville marittime della penisola sorrentina e ai pregevoli manufatti rinvenuti sul territorio. All’ingresso, a sinistra dello scalone, è collocata la statua colossale di peplophoros in marmo proveniente dalle terme suburbane (attuale area dell’Hotel Royal) di Sorrento e ritrovata nel 1971. È esposta, inoltre, una porzione di pavimento a mosaico appartenente ad una villa residenziale marittima scavata nei pressi della Punta della Calcarella, in località Marina di Puolo: il mosaico è parte di un ambiente quadrato che fungeva da vestibolo di ingresso all'area destinata ad ambienti di soggiorno. Si è proposto di identificare le strutture con la villa sorrentina di Pollio Felice, ricco puteolano ricordato anche dal poeta Stazio, che qui si sarebbe ritirato sul finire del I secolo d.C. Al piano terra sono esposte le sculture in tufo di quattro leoni (VI secolo a.C.) e una palmetta (IV secolo a.C.), già attribuite al monumento celebrativo tardoarcaico dedicato a Liparos, mitico fondatore di Sorrento. La provenienza dei quattro leoni e della stele, di cui resta solo la palmetta in funzione di capitello, è stata assai dibattuta dagli studiosi: già ritenuti di origine sorrentina e acquisiti nel patrimonio statale nel 1971 per essere destinati alle collezioni del Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, le sculture, che decoravano i quattro lati di un monumento funerario con la palmetta al centro, provengono con buona probabilità dalla Valle del Sarno e attestano la particolare commistione di influenze artistiche etrusche e greche nel territorio campano intorno al IV secolo a. C. Nella sala successiva la visita continua con la sezione dedicata alle ville marittime della penisola sorrentina, in età romana luogo privilegiato per la potente aristocrazia urbana, che subì il fascino di queste terre quando si diffuse la moda delle coste campane come luoghi di villeggiatura e di ozio. Un plastico propone una ricostruzione della villa del Capo di Sorrento, magnifico esempio di villa marittima, i cui resti sono stati rinvenuti a circa due chilometri ad ovest della città; trovano inoltre posto nella sala alcune anfore provenienti dai circostanti fondali. Un'intera sezione del pianterreno è dedicata al ninfeo con decorazione musiva proveniente da Massa Lubrense, che per ragioni conservative è attualmente allestito in parte all'interno del museo, in parte all'esterno, nei giardini della villa. Il monumento fu scavato dal 1980 al 2001 in località Marina della Lobra, e rappresenta uno degli esempi di ninfeo a mosaico di I secolo d.C. meglio conservati in Campania: doveva appartenere ad una villa costruita con terrazze digradanti sul mare, abbellita da giardini e ninfei. La straordinaria decorazione è realizzata con tessere di pasta vitrea. Il complesso monumentale, che nella sua interezza misura 25 metri di lunghezza, presenta un'alternanza di esedre e nicchie con decorazione di mosaici blu e verdi che riproducono il fondale marino con varie specie di pesci, e un rigoglioso giardino popolato da uccelli visto dietro una transenna a incannucciata. Al primo piano del museo, il percorso di visita si snoda tra i più significativi contesti archeologici del territorio. La frequentazione dell'area della penisola sorrentina, già dall'età preistorica, è attestata infatti da numerosi frammenti ceramici e di industria litica rinvenuti in contesti sigillati in diverse località della penisola. Per l'età eneolitica lo studio delle evidenze archeologiche ha permesso di riconoscere una frequentazione di tipo stanziale con una continuità di vita attestata fino alla facies del Gaudo (cultura eneolitica compresa tra la fine del IV e la metà del III millennio), ben rappresentata nelle prime vetrine con punte di freccia e altri manufatti provenienti dagli scavi condotti nel comune di Piano di Sorrento, in località Trinità, riconducibili alle comunità preistoriche locali. Nelle vetrine poste a parete e nella parte centrale della prima sala sono esposti i corredi funerari rinvenuti nelle necropoli arcaiche e classiche di Massa Lubrense (Sant'Agata sui Due Golfi, località "Deserto"), Vico Equense (via Nicotera), Sorrento, Piano di Sorrento. Tra i reperti più significativi esposti provenienti dalle necropoli di S. Agata sui Due Golfi, nel territorio del comune di Massa Lubrense, si segnalano la bella anforetta calcidese con raffigurazioni di galli e sirene e la ricostruzione di una delle tombe della necropoli arcaica scavata in località "Vadabillo", costituita da una cassa di tufo grigio attorno alla quale era disposto il corredo vascolare con vasi di bronzo, terracotta e bucchero, e di monili, perlopiù fibule di ferro e resti di collane di ambra e pasta vitrea. La composizione del corredo, databile intorno alla prima metà del VI secolo a.C., attesta gli stretti rapporti culturali con il mondo etrusco o etruschizzato della Campania antica. Nel vestibolo di passaggio tra le due sale sono conservate le evidenze archeologiche provenienti dal santuario di Athena di Punta Campanella: celebre già in età antica, Strabone ne faceva risalire la fondazione ad Odisseo e la sua frequentazione attiva abbraccia l'arco di almeno quattro secoli, dalla metà del VI alla prima metà del II secolo a.C., seguita da un periodo di progressivo ed inevitabile declino, dal I secolo a.C. al IV secolo d.C. A lungo dibattuta tra gli studiosi, l'esatta ubicazione del santuario nella punta più estrema della penisola più prossima a Capri è stata ormai unanimemente accettata. I pezzi in vetrina appartengono alle stipi votive legate principalmente alla libagione: sono presenti skyphoi e vasi affini oltre ad innumerevoli frammenti di terrecotte figurate, protomi femminili arcaiche, bustini, maschere e figure femminili stanti tra cui le onnipresenti Tanagrine. I materiali testimoniano la plurisecolare frequentazione dell'area santuariale: durante il IV secolo a.C. il complesso fu riconsacrato in chiave sannitica, come attestano i resti di un nuovo rivestimento architettonico e la più tarda iscrizione rupestre di carattere pubblico in lingua osca databile al II secolo a.C., incisa sulla parete calcarea che sovrasta la scala che dall'approdo conduceva al santuario, di cui è proposto un calco. L'ultima sala del museo accoglie una vasta sezione dedicata alle testimonianze materiali della fase romana di Surrentum. Posta su una vera e propria roccaforte naturale, sulla sommità di un pianoro tufaceo con un facile accesso al mare protetto dai venti, l'area fu interessata da un primo insediamento a carattere sparso a partire dal VII - VI secolo a.C. L'impianto urbano preromano si assesta nella fase repubblicana: le principali strade impiantate in epoca ellenistica, corrispondenti alle porte urbiche, furono sviluppate in età romana con cardini e decumani e furono organizzati spazi funzionali all'interno del perimetro urbano. Diventata municipium a seguito della Guerra Sociale, in età augustea Surrentum fu profondamente rinnovata nell'impianto urbano grazie al possibile interessamento dello stesso Augusto: così vicina a Capri, resa dall'imperatore proprietà imperiale, Surrentum assunse un significato strategico sia dal punto di vista geografico che da quello ideologico. Tra i reperti più interessanti in esposizione nella sala, lo splendido rilievo marmoreo con sacrificio a Diana, proveniente dalla villa di Capo di Massa a Sorrento, è databile tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. Circondato da una elegante cornice a ornato vegetale, il rilievo mostra la giovane dea, assisa su un sostegno roccioso e abbigliata con un chitone smanicato, davanti a due cacciatori vestiti di corte e leggere tuniche intenti al trasporto di doni per la dea, animali di media e piccola taglia appena cacciati e accuratamente resi dallo scultore.

Via Ripa di Cassano - Piano di Sorrento

lun chiuso · mar 09:00–13:00 · mer 12:30–17:30 · gio 09:00–13:00 · ven 12:30–17:30 · sab 09:00–13:00 · dom 12:30–17:30Sito di Museo archeologico della penisola sorrentina "Georges Vallet"

Chiesa della Santissima Annunziata

chiesa

Interno: più volte rifatto, con l'altare decorato in marmo, sormontato dall'immagine affrescata della SS. Annunziata. Due belle acquasantiere lungo la navata, pavimentata a piastrelle esagonali imitanti il marmo

Chiesa di Maria Santissima della Misericordia

chiesa

E ce ne sono altri 17 qui intorno

Alcune descrizioni sono di Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

Dove mangiare a Piano di Sorrento

14 ristoranti e trattorie locali

Nei dintorni

Da Gildoa 0,7 km, a Meta
Mazz & Panella 0,8 km, a Meta
Annarèa 0,8 km, a Meta

Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.

Meteo a Piano di Sorrento

Le previsioni in questo momento non arrivano: controllale prima di partire.

Sentieri qui intorno

I casali di Piano

CAI 347

Turistico

Lunghezza: 9,2 km

Sentiero CAI 335

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Lunghezza: 5,5 km

Sentiero Italia CAI

CAI SI

Per esperti

Lunghezza: 16,9 km

Sentiero Italia - Tappa S21S

Itinerario 29

Turistico

Lunghezza: 2,2 km

Itinerario 59

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Lunghezza: 4,2 km

Cosa succede in paese

Festa patronale: san Michele Arcangelo

ogni anno

29 settembre

Paesi vicini a Piano di Sorrento

Natura nei dintorni

Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Piano di Sorrento.

Domande frequenti su Piano di Sorrento

Come si arriva a Piano di Sorrento?
In auto ci vogliono circa 50 minuti da Napoli (45 km), 1 ora da Salerno (46 km) e 1 ora e 10 minuti da Caserta (67 km).
Cosa vedere a Piano di Sorrento?
Ci sono 27 cose da vedere. Le principali sono Villa Fondi De Sangro, Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina Georges Vallet, Villa Lauro, Palazzo Mastellone, Villa Maresca Sopramare e Museo archeologico della penisola sorrentina "Georges Vallet".
Dove mangiare a Piano di Sorrento?
Ci sono 14 posti per pranzo o cena, fra cui Ristorante Pizzeria La Rosa, Aquapazza e L'Approdo.
Dove parcheggiare a Piano di Sorrento?
Nei dintorni ci sono 158 parcheggi, 3 gratuiti, fra cui Parcheggio San Pietro.
Quando andare a Piano di Sorrento?
Il periodo migliore è la primavera o l’estate. La festa patronale cade il 29 settembre (san Michele Arcangelo); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.

Il prossimo paese te lo trova Fuoriporta.

Di’ da dove parti e la giornata arriva già pronta.

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