Cosa vedere a Sassoferrato
Ancona, Marche · 386 m slm
In breve
Sassoferrato è un paese della provincia di Ancona, a 386 metri sul livello del mare. In auto è a circa 1 ora e 5 minuti da Perugia e a 1 ora e 10 minuti da Ancona. Ci sono 55 cose da vedere, fra cui Museo della miniera di zolfo di Cabernardi, Museo civico archeologico e Palazzo comunale. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’autunno.
La tua giornata a Sassoferrato
sabato 24 ottobre, partendo da Ancona: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.
🌧️ Pioggia, 8,6–15,6 °C · 41% di pioggia
- viaggio
In auto da Ancona a Sassoferrato
72,9 km, circa 1h 9min
- parcheggio
Piazzale Castellucci
gratuito
- visita
Il centro di Sassoferrato
55 cose da vedere, fra cui Museo della miniera di zolfo di Cabernardi, Museo civico archeologico, Palazzo comunale
orari di apertura non indicati
- pranzo
Pokê del marinaio
poke · aperto il sabato a pranzo (12:00–15:00, 18:00–23:00)
- viaggio
All’imbocco del sentiero, in auto
a 4,2 km dal centro di Sassoferrato
Orario indicativo · in linea d’aria, a 30 km all’ora su strade di campagna · apri in Google Maps ↗
- sentiero
Sentiero CAI 156
4 km · +87 m · difficoltà T
Orario indicativo · tempo contato su lunghezza e dislivello · apri in Google Maps ↗
- viaggio
Ritorno a Sassoferrato
a 4,2 km dall’imbocco
Orario indicativo · in linea d’aria
- rientro
Rientro ad Ancona
72,9 km, circa 1h 9min
- • Il sole tramonta alle 18:12: le tappe all’aperto finiscono entro le 17:42.
Sassoferrato sulla mappa
I luoghi delle schede di questa pagina, i sentieri qui intorno e le tappe della giornata. Tocca un punto o una linea per aprire la sua scheda.
- Da vedere
- Dove mangiare
- Parcheggi
- Sentiero CAI 147B
- Anello di Giano
- Sentiero CAI 152
- Sentiero CAI 156
- Sentiero CAI 149B
- Tappe della giornata
Le tappe della giornata di sabato 24 ottobre, nell’ordine: la linea tratteggiata le unisce, non è la strada.
- 109:39Piazzale Castellucci
- 209:49Il centro di Sassoferrato
- 312:30Pokê del marinaio
- 414:08Sentiero CAI 156
Galleria
Foto di Accurimbono · CC BY-SA 4.0
Foto di Accurimbono · CC BY-SA 4.0Foto di Diego Baglieri · CC BY-SA 4.0
Foto di Paulacastelli · CC BY-SA 4.0
Come arrivare
In auto
Indicazioni- da Perugia67,8 km · 1h 5min
- da Ancona72,9 km · 1h 9min
- da Macerata84,8 km · 1h 22min
Sassoferrato è un comune italiano di 6 738 abitanti della provincia di Ancona nelle Marche.
A Sentino (Sentinum) nel mese di luglio del 295 a.C. avvenne lo scontro decisivo (la Battaglia delle Nazioni) della terza guerra sannitica tra gli eserciti della Repubblica romana, guidati dai consoli Quinto Fabio Massimo Rulliano e Publio Decio Mure, che vi perse la vita dopo aver celebrato il rito della "Devotio", e quelli della coalizione italica (Sanniti, Galli, Etruschi ed Umbri) comandati dal generale sannita Gellio Egnazio, che furono sconfitti; la battaglia fu una delle più cruente e decisive che Roma dovette combattere per affermare la sua supremazia sull'Italia.
Dopo circa 850 anni, nel luglio del 552 d.C., durante la Guerra Gotica, un'altra epica battaglia fu combattuta alcuni chilometri a nord di Sentinum, alle falde del Monte Strega, quella tra i Bizantini del generale Narsete,
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Cosa vedere a Sassoferrato
55 posti, qui e nei dintorni
Museo della miniera di zolfo di Cabernardi
museo
Museo civico archeologico
museo
Il Museo Civico Archeologico di Sassoferrato è allestito all’interno del Palazzo dei Priori, un edificio costruito nel 1355 in seguito alla nascita del libero Comune. Al Museo si accede da piazza Matteotti, tramite una doppia rampa di scale. Al piano terra sono situati la biglietteria, il bookshop e la sala che illustra con un plastico ricostruttivo la “Battaglia delle Nazioni” svoltasi nel 295 a. C., al termine della terza guerra sannitica. Un’ampia scalinata, che conserva ancora i gradini in pietra dell’originaria struttura del Palazzo dei Priori, conduce alle sale del primo piano con esposizione tematica dei reperti. Sulle pareti sono murati alcuni stemmi che appartenevano al potestà dell’antico Comune e uno di Papa Paolo V che ricorda la sua visita nella città. Le sale principali di questo settore del Museo sono connotate dalla presenza di pavimenti a mosaico e l’allestimento riproduce idealmente l’ingombro dei muri delle stanze in cui si trovavano in origine. I reperti illustrano diversi aspetti della vita quotidiana e della società nell’antica città romana di Sentinum. Dall’ingresso si accede alla sala delle sculture dove sono esposte teste e dorsi di statue di marmo. Sempre nella stessa sala vi sono alcune grandi epigrafi su marmo e la riproduzione delle tre lastre bronzee su cui è scritto il testo di documenti ufficiali con cui le associazioni dei commercianti di Sentinum e Ostra conferivano a personaggi di spicco della città il titolo di patronus, cioè il protettore. Da qui si accede alla sala di nuova costituzione dedicata ai reperti che attestano la frequentazione del territorio sentinate in epoca preistorica. Nella sala successiva si trova il mosaico pavimentale raffigurante il ratto di Europa, insieme a numerose epigrafi funerarie, tra cui le steli tipiche delle sepolture femminili con la rappresentazione della porta degli inferi. Nel corridoio una vetrina raccoglie i reperti che documentano l’esistenza a Sentinum di una bottega di bronzista, che probabilmente produceva anche pezzi di statuaria, simili a quelli di Cartoceto. Nella sala dell’Aiòn il pavimento è una riproduzione a grandezza naturale del mosaico rinvenuto a Sentinum nell’Ottocento e ora conservato nella glittoteca di Monaco di Baviera. Nelle vetrine sono esposti gli oggetti di uso comune, che mostrano i diversi aspetti della vita quotidiana: la mensa, la religione, le arti e i mestieri, la donna e le sue attività. Nell’ultima sala è esposto un frammento del grande mosaico pavimentale con tritoni, in precedenza conservato al Museo Archeologico Nazionale di Ancona. I pezzi di decorazione architettonica, disposti attorno al mosaico, sono le testimonianza dell’ultima fase di vita della città antica. Due vetrine raccolgono il vasellame da cucina usato in epoca romana. La vetrina centrale contiene alcune tra le più belle monete rinvenute a Sentinum, databili tra la fine del III secolo a. C. e la fine del IV secolo d. C..Le ultime due vetrine accolgono le ceramiche cinquecentesche rinvenute nei recentissimi scavi eseguiti nel palazzo stesso che ospita il Museo. Su alcune di esse è raffigurato l’antico stemma di Sassoferrato.
Palazzo comunale
palazzo
Raccolta Perottiana
museo
museo d'arte a Sassoferrato (AN)
Rocca Albornoz
castello
chiesa di Santa Croce
abbazia
Abbazia costruita dai Conti Atti
civica raccolta d’arte e Raccolta "Incisori marchigiani"
museo
museo d'arte a Sassoferrato (AN)
palazzo Oliva
palazzo
palazzo dei Priori
palazzo
Il Museo Civico Archeologico di Sassoferrato è allestito all’interno del Palazzo dei Priori, un edificio costruito nel 1355 in seguito alla nascita del libero Comune. Al Museo si accede da piazza Matteotti, tramite una doppia rampa di scale. Al piano terra sono situati la biglietteria, il bookshop e la sala che illustra con un plastico ricostruttivo la “Battaglia delle Nazioni” svoltasi nel 295 a. C., al termine della terza guerra sannitica. Un’ampia scalinata, che conserva ancora i gradini in pietra dell’originaria struttura del Palazzo dei Priori, conduce alle sale del primo piano con esposizione tematica dei reperti. Sulle pareti sono murati alcuni stemmi che appartenevano al potestà dell’antico Comune e uno di Papa Paolo V che ricorda la sua visita nella città. Le sale principali di questo settore del Museo sono connotate dalla presenza di pavimenti a mosaico e l’allestimento riproduce idealmente l’ingombro dei muri delle stanze in cui si trovavano in origine. I reperti illustrano diversi aspetti della vita quotidiana e della società nell’antica città romana di Sentinum. Dall’ingresso si accede alla sala delle sculture dove sono esposte teste e dorsi di statue di marmo. Sempre nella stessa sala vi sono alcune grandi epigrafi su marmo e la riproduzione delle tre lastre bronzee su cui è scritto il testo di documenti ufficiali con cui le associazioni dei commercianti di Sentinum e Ostra conferivano a personaggi di spicco della città il titolo di patronus, cioè il protettore. Da qui si accede alla sala di nuova costituzione dedicata ai reperti che attestano la frequentazione del territorio sentinate in epoca preistorica. Nella sala successiva si trova il mosaico pavimentale raffigurante il ratto di Europa, insieme a numerose epigrafi funerarie, tra cui le steli tipiche delle sepolture femminili con la rappresentazione della porta degli inferi. Nel corridoio una vetrina raccoglie i reperti che documentano l’esistenza a Sentinum di una bottega di bronzista, che probabilmente produceva anche pezzi di statuaria, simili a quelli di Cartoceto. Nella sala dell’Aiòn il pavimento è una riproduzione a grandezza naturale del mosaico rinvenuto a Sentinum nell’Ottocento e ora conservato nella glittoteca di Monaco di Baviera. Nelle vetrine sono esposti gli oggetti di uso comune, che mostrano i diversi aspetti della vita quotidiana: la mensa, la religione, le arti e i mestieri, la donna e le sue attività. Nell’ultima sala è esposto un frammento del grande mosaico pavimentale con tritoni, in precedenza conservato al Museo Archeologico Nazionale di Ancona. I pezzi di decorazione architettonica, disposti attorno al mosaico, sono le testimonianza dell’ultima fase di vita della città antica. Due vetrine raccolgono il vasellame da cucina usato in epoca romana. La vetrina centrale contiene alcune tra le più belle monete rinvenute a Sentinum, databili tra la fine del III secolo a. C. e la fine del IV secolo d. C..Le ultime due vetrine accolgono le ceramiche cinquecentesche rinvenute nei recentissimi scavi eseguiti nel palazzo stesso che ospita il Museo. Su alcune di esse è raffigurato l’antico stemma di Sassoferrato.
Museo delle arti e tradizioni popolari di Sassoferrato
museo
Il museo ha sede nel palazzo Montanari e vi sono esposti utensili da lavoro e oggetti di uso domestico. Dislocato su due piani, è articolato in sei sezioni che raccontano, attraverso ricostruzioni scenografiche e reperti ormai rari, i diversi ambiti della vita quotidiana di un tempo
E ce ne sono altri 45 qui intorno
Alcune descrizioni sono di Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Dove mangiare a Sassoferrato
8 ristoranti e trattorie locali
Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.
Dove parcheggiare a Sassoferrato
77 parcheggi nei dintorni
Meteo a Sassoferrato
Previsioni a 7 giorni, per decidere quando andareAggiornate il 21 ottobre alle 00:03
Mer
21 ott
Pioggia
Gio
22 ott
Parzialmente nuvoloso
Ven
23 ott
Parzialmente nuvoloso
Sab
24 ott
Pioggia
Dom
25 ott
Pioggia
Lun
26 ott
Parzialmente nuvoloso
Mar
27 ott
Parzialmente nuvoloso
Sentieri qui intorno
Sentiero CAI 147B
CAI 147B
Lunghezza: 13,4 km
Anello di Giano
CAI AG
Sentiero CAI 152
CAI 152
Lunghezza: 1,2 km
Sentiero CAI 156
CAI 156
Lunghezza: 4 km
Sentiero CAI 149B
CAI 149B
Lunghezza: 2,4 km
Cosa succede in paese
Festa patronale: beato Ugo degli Atti
ogni anno
Paesi vicini a Sassoferrato
Natura nei dintorni
Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Sassoferrato.
Domande frequenti su Sassoferrato
- Come si arriva a Sassoferrato?
- In auto ci vogliono circa 1 ora e 5 minuti da Perugia (68 km), 1 ora e 10 minuti da Ancona (73 km) e 1 ora e 20 minuti da Macerata (85 km).
- Cosa vedere a Sassoferrato?
- Ci sono 55 cose da vedere. Le principali sono Museo della miniera di zolfo di Cabernardi, Museo civico archeologico, Palazzo comunale, Raccolta Perottiana, Rocca Albornoz e Museo delle arti e tradizioni popolari di Sassoferrato.
- Dove mangiare a Sassoferrato?
- Ci sono 8 posti per pranzo o cena, fra cui "La Rocca" Ristorante Pizzeria, Taverna di Bartolo e Ristorante Pizzeria Da Sergio.
- Dove parcheggiare a Sassoferrato?
- Nei dintorni ci sono 77 parcheggi, 33 gratuiti, fra cui Piazzale Castellucci (gratuito).
- Quando andare a Sassoferrato?
- Il periodo migliore è la primavera o l’autunno. La festa patronale cade il 26 luglio (beato Ugo degli Atti); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.
Il prossimo paese te lo trova Fuoriporta.
Di’ da dove parti e la giornata arriva già pronta.
Portami fuori porta