In breve
Pistoia è un paese della provincia di Pistoia, a 81 metri sul livello del mare. In auto è a circa 20 minuti da Prato e a 35 minuti da Lucca. Ci sono 105 cose da vedere, fra cui Fortezza Santa Barbara, Fattoria di Celle e Palazzo del Priorino. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’autunno.
La tua giornata a Pistoia
sabato 24 ottobre, partendo da Firenze: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.
🌧️ Acquazzoni, 10–16,7 °C · 84% di pioggia
- viaggio
In auto da Firenze a Pistoia
39,5 km, circa 39min
- parcheggio
Parcheggio Metropark
a pagamento
- visita
Il centro di Pistoia
105 cose da vedere, fra cui cattedrale di San Zeno (sabato 10:00–20:00), ospedale del Ceppo, basilica della Madonna dell'Umiltà
l’orario di apertura c’è per 4 su 105
- pranzo
Vineria N°4
cucina regionale, hamburger · aperto il sabato a pranzo (12:00–15:00, 18:30–24:00)
- visita
Pomeriggio al chiuso
Fortezza Santa Barbara (sabato 08:30–13:30), Fattoria di Celle, chiesa e convento di Sant'Antonio Abate (sabato 08:30–13:30)
84% di pioggia prevista
- rientro
Rientro a Firenze
39,5 km, circa 39min
Pistoia sulla mappa
I luoghi delle schede di questa pagina, i sentieri qui intorno e le tappe della giornata. Tocca un punto o una linea per aprire la sua scheda.
- Da vedere
- Dove mangiare
- Parcheggi
- Via Romea Nonantolana e Via della Sambuca: Tappa 6
- Via Romea Nonantolana e Via della Sambuca: Tappa 7
- Via Francesca della Sambuca BO-PT: Tappa 4
- Il Cammino di San Jacopo - Tappa 3
- Il Cammino di San Jacopo - Tappa 2
- Tappe della giornata
Le tappe della giornata di sabato 24 ottobre, nell’ordine: la linea tratteggiata le unisce, non è la strada.
- 109:09Parcheggio Metropark
- 209:19Il centro di Pistoia
- 312:30Vineria N°4
Galleria
Foto di Luciano_Bernardi · CC BY-SA 4.0
Foto di Boris Maric · CC BY-SA 4.0
Foto di Holger Uwe Schmitt · CC BY-SA 4.0
Come arrivare
In auto
Indicazioni- da Prato19,3 km · 22min
- da Lucca46,3 km · 37min
- da Firenze39,5 km · 39min
Pistoia è un comune italiano di 89 083 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana nell'Italia centrale.
Nonostante sia sempre stata conosciuta più per le sue attività imprenditoriali, come il vivaismo e la cantieristica, Pistoia è una suggestiva città d'arte sorta in epoca romana, con un centro storico di matrice medioevale perfettamente conservato, che ha acquisito una notevole importanza a livello nazionale ed internazionale a seguito della nomina come Capitale italiana della cultura per il 2017.
Fondata in epoca romana, come Pistoria, Pistoriae, Pistorium, su un'area dove esistevano precedenti insediamenti etruschi e, nelle zone più montane, liguri, divenne nel II secolo a.C. un oppidum di Roma per appoggiare le truppe romane in lotta contro i Liguri stanziati nelle aree appenniniche. La città è menzionata anche da Sallustio, che riporta la battaglia del 62 a.C.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Cosa vedere a Pistoia
105 posti, qui e nei dintorni
cattedrale di San Zeno
cattedrale
Intitolata a san Zeno vescovo, che custodisce al suo interno l'altare argenteo di san Jacopo. Costruita nell'alto medioevo, fu distrutta da due incendi e ricostruita nel XIII secolo. Continuò a subire successivi rimaneggiamenti fino all'epoca moderna. Il suo aspetto interno a tre navate, originario
lun–mar chiuso · mer 10:00–20:00 · gio 10:00–22:00 · ven–dom 10:00–20:00
ospedale del Ceppo
museo
ex ospedale e museo di Pistoia
basilica della Madonna dell'Umiltà
basilica
Fortezza Santa Barbara
museo
La Fortezza medicea di Santa Barbara costituisce un esempio significativo dell’architettura militare del Cinquecento, attorno alla cui realizzazione si intrecciano i nomi di Nanni Unghero, del Sanmarino e di Bernardo Buontalenti. La costruzione della fortezza pistoiese si colloca nel quadro della politica territoriale di Cosimo I, ma le sue origini sono precedenti e risalgono ai primi decenni del Trecento, durante il dominio della Repubblica fiorentina; di questa stagione sono ancora ben leggibili alcuni elementi -come la grande torre centrale con funzioni di mastio- poi inglobati nella costruzione rinascimentale. La nuova fortificazione fu iniziata nel 1543, per volere di Cosimo I, da Giovanni d’Alessio d’Antonio, detto Nanni Ungaro, e poi proseguita da un altro grande ingegnere militare del Cinquecento, Giovanni Battista Bellucci, detto il Sanmarino, ai quali si deve la definizione del quadrilatero interno, con i fronti bastionati articolati dai puntoni con le cannoniere. Pochi decenni dopo, lo stesso Cosimo I affidò a Bernardo Buontalenti l’ampliamento della fortezza, che realizzò un grande bastione che rinserra la precedente fortezza; l’addizione buontalentiana ingloba planimetricamente il quadrilatero di Nanni Ungano, saldandosi alle mura della città e ponendo la preesistente fortezza su una specie di piedistallo, una vera e propria piazzaforte. Dalla metà del Seicento, la fortezza pistoiese conoscerà un lento e graduale declino, per divenire poi caserma e carcere militare, ricorrendo infine nelle pagine più tragiche della vita cittadina. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, vi furono fucilati quattro giovani pistoiesi. Il Complesso Monumentale della Fortezza di Santa Barbara è uno dei luoghi le cui vicende sono maggiormente legate alla storia del Risorgimento pistoiese. La torre centrale della Fortezza, che ha costituito la prigione in cui sono stati rinchiusi i patrioti pistoiesi tra 1848-1850, conserva graffiti, scritte e disegni in carboncino nero e sanguigna rossa realizzati dai patrioti imprigionati. Una lapide ricorda la fucilazione di Attilio Frosini, patriota pistoiese giustiziato dagli austriaci il 29 giugno 1849. Tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso è stato compiuto il restauro della imponente struttura fortificata, ad opera della Soprintendenza di Firenze. La Fortezza ospita la mostra permanente “Fortezza d’acqua. L’energia idraulica nella storia dell’uomo”.
lun–sab 08:30–13:30 · dom chiuso
Fattoria di Celle
museo
villa seicentesca, museo di arte ambientale e contemporanea
chiesa e convento di Sant'Antonio Abate
museo
La chiesa del Tau è dedicata a Sant’Antonio Abate. Il santo è solitamente raffigurato come un vecchio dalla lunga barba bianca, caratterizzato dal bastone a forma di T e dalla presenza di un maialino ai suoi piedi. Eletto a emblema dell’ordine del Tau per l’utilità che aveva il grasso di maiale nella cura di varie malattie (per le quali i confratelli erano noti), da lui deriva il cosiddetto “fuoco di sant'Antonio”. Gli allevamenti di porcellini, dei quali i frati si occupavano, rafforzarono nel tempo il legame tra l’immagine del santo e gli animali domestici, tanto da innalzarlo a protettore degli animali in generale e a patrono di tutte le attività rurali. Il convento con l’annessa chiesa di Sant’Antonio Abate o del Tau (dalla T greca di smalto azzurro che i religiosi portavano cucita alla tunica e al mantello in ricordo della testa del bastone al quale il santo era solito appoggiarsi), venne fondato alla metà del Trecento per volontà di Fra Giovanni Guidotti, nel territorio parrocchiale di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia. L’edificio è costituito da tre spazi principali: il giardino coperto (originariamente l’orto del convento), il convento con il chiostro (anch'esso coperto) e la chiesa con la cripta sottostante. L’intero complesso conventuale ha subito nel corso dei secoli notevoli trasformazioni. A seguito della soppressione dell’ordine, avvenuta nel 1774, l’edificio venne venduto a privati cittadini che frazionarono lo spazio ricavandone appartamenti. Questa condizione perdurò fino agli anni ’80 del 900, quando il convento venne restaurato, restituendo al complesso il suo originario assetto spaziale. La chiesa è caratterizzata da un’unica navata suddivisa in tre campate con volta a crociera e presenta un presbiterio sopraelevato; da questa si accede alla sottostante cripta, caratterizzata da quattro vele che poggiano su di un pilastro centrale. Sulle pareti della chiesa si sviluppa un interessante ciclo di affreschi. Databile al 1372, è opera del fiorentino Niccolò di Tommaso che si avvalse della collaborazione del pistoiese Antonio Vite, allievo di Gherardo Starnina. Queste pitture dichiarano l’aderenza ai modi della scuola dell’Orcagna, e si caratterizzano per il minuzioso programma iconografico, dagli evidenti scopi didascalici ed educativi, con storie tratte dal Vecchio Testamento, dal Nuovo Testamento e dalla vita di Sant’Antonio Abate. Ciascuna delle dodici vele, che costituiscono la copertura della chiesa, è dedicata ad un episodio della Genesi, della Creazione del cielo e della Terra, dei Giganti. La dettagliata rappresentazione iconografica è resa con grande chiarezza e semplicità per rendere leggibile ai fedeli le finalità dell’opera dell’ordine. L’intero complesso denuncia forti tangenze con la cultura fiorentina, ben evidenti nell'impiego della pietra forte, unico esempio di tal genere in città. L’attiguo Palazzo del Tau dal 1990 ospita la Fondazione Marino Marini e accoglie opere (sculture, dipinti, disegni) dell’artista pistoiese. Anche nella chiesa sono esposte alcune opere monumentali del Marini come: Il Miracolo (1953/54), Il Cavaliere (1956/57), Il grande grido (1962), La Composizione di elementi (1964/65), Una forma in un’idea (1964/65).
lun–dom 08:30–13:30
palazzo degli Anziani
palazzo
Palazzo del Priorino
palazzo
Fine Cinquecento inizi Seicento, attribuito all'architetto Jacopo Lafri
Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
palazzo
chiesa di San Desiderio
museo
L'Oratorio di San Desiderio rappresenta la memoria di quella che doveva essere la chiesa del convento di suore benedettine di cui si hanno notizie fin dal 1084. Nel 1440 papa Eugenio IV soppresse il convento e l'edificio (assegnato alla compagnia de' Rossi o dei Disciplinati dei Servi di Maria) venne trasformato in ospedale destinato a prestare soccorso a pellegrini e viandanti. A partire dal 1516 l’edificio fu adibito nuovamente a monastero di suore francescane (clarisse). Il monastero rimase attivo fino a quando venne soppresso da Pietro Leopoldo e dall'allora vescovo di Pistoia Scipione de' Ricci (1780- 91); in tale occasione l'immobile venne acquistato dal cavalier Giulio Amati che, con il tempo, lo vendette 3 privati cittadini. Nel '900 venne trasformato in magazzino di legname, mentre nel 1910 Alessandrina Gelli, vedova Rospigliosi, donò l'edificio al demanio dello Stato che nel 1938 lo consegnò all'allora Ministero deII'Educazione Nazionale, con obbligo di conservarlo e renderlo visitabile al pubblico. L'edificio si configura come una spoglia aula rettangolare con copertura a capanna e presenta sul lato terminale il cinquecentesco affresco di Sebastiano Vini. L'affresco venne realizzato su quella che un tempo costituiva la controfacciata dell'edificio (parete sud); non a caso ancora oggi all'esterno sono visibili una finestra e la porta d'ingresso che in occasione della realizzazione del dipinto murale vennero tamponate. Nella parete nord è incastonato un portico caratterizzato da archi a tutto sesto su colonne tuscaniche in pietra, a sua volta sovrapposto da una trabeazione orizzontale in pietra: doveva essere una specie di endonartece posto fra l’aula e il monastero (così come si vede anche nella chiesa di Santa Chiara). L’attuale soffitto con capriate in legno e lucernario in vetro, risale al 900; tra il XVI e XVII secolo le capriate lignee furono nascoste da una contro-soffittatura costituita da 11 tele dipinte da Domenico Cresti detto il Passignano, Francesco Curradi e Matteo Rosselli. Prima del 1786, l'aula ospitava un bellissimo coro ligneo intarsiato, realizzato nel 1519 da Piero Mati, padre di Giovanni, autore insieme a Bartolomeo della Residenza, conservato nella sala Maggiore del Palazzo Comunale. Sulle pareti sono presenti due affreschi staccati, raffiguranti Sant'Agnese e Maria Maddalena, attribuibili entrambi alla scuola pistoiese degli ultimi anni del XIV sec. Questo luogo è conosciuto soprattutto per il bellissimo affresco di Sebastiano Vini detto 'il Veronese', (in omaggio alla nativa città) che, trasferitosi a Pistoia a partire dal 1548, divenne uno dei più illustri e rinomati pittori del territorio. L'affresco, noto con il titolo La crocifissione di San Desiderio e dei diecimila martiri (episodio svoltosi all'epoca di Diocleziano) in realtà rappresenta La crocifissione di Acacio e dei diecimila martiri sul monte Ararat. I diecimila martiri erano un gruppo di soldati romani che, guidati da Sant'Acacio (ex centurione vissuto nel Il sec. d.C. al tempo degli imperatori Adriano e Antonino), si convertirono al Cristianesimo e vennero per questo crocifissi sul monte Ararat in Armenia per ordine dei romani. In questo affresco convivono elementi di diversa provenienza: il riferimento al colorismo veneto, l'impaginazione narrativa di derivazione nordica e il carattere fortemente devozionale; quest'ultimo, volto ad infondere all' immagine sacra una religiosità profonda e sofferta, insiste sull'aspetto pietoso e tragico e collega quest' opera di Sebastiano Vini a quel filone della pittura fiorentina contemporanea, i cui protagonisti indiscussi erano artisti come Pier Francesco Foschi, Michele Tosini e Santi di Tito.
lun–dom 08:30–13:30
E ce ne sono altri 95 qui intorno
Alcune descrizioni sono di Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Dove mangiare a Pistoia
52 ristoranti e trattorie locali
- tavoli fuori
- tavoli fuori
- tavoli fuori
Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.
Dove parcheggiare a Pistoia
122 parcheggi nei dintorni
Meteo a Pistoia
Previsioni a 7 giorni, per decidere quando andareAggiornate il 21 ottobre alle 00:03
Porta l’ombrello
Nel weekend può piovere. Se la pioggia è probabile proprio il giorno della gita, la giornata qui sopra toglie il sentiero e sposta il pomeriggio al chiuso, dove c’è un posto per farlo.
Mer
21 ott
Acquazzoni
Gio
22 ott
Nebbia
Ven
23 ott
Pioggia
Sab
24 ott
Acquazzoni
Dom
25 ott
Parzialmente nuvoloso
Lun
26 ott
Parzialmente nuvoloso
Mar
27 ott
Parzialmente nuvoloso
Sentieri qui intorno
Via Romea Nonantolana e Via della Sambuca: Tappa 6
CAI RNFS6
Lunghezza: 26,6 km
Via Romea Nonantolana e Via della Sambuca: Tappa 7
CAI RNFS7
Lunghezza: 20,6 km
Via Francesca della Sambuca BO-PT: Tappa 4
CAI VFDS4
Lunghezza: 25,7 km
Il Cammino di San Jacopo - Tappa 3
Lunghezza: 29,3 km
Main direction (yellow) is to Livorno, end goal Santiago de Compostela. Return direction (orange) is to Firenze. The colours are mostly combined in one symbol. Additional signage with yellow shell, and with arrow stickers.
Il Cammino di San Jacopo - Tappa 2
Lunghezza: 27,1 km
Main direction (yellow) is to Livorno, end goal Santiago de Compostela. Return direction (orange) is to Firenze. The colours are mostly combined in one symbol. Additional signage with yellow shell, and with arrow stickers.
Cosa succede in paese
Festa patronale: san Jacopo
ogni anno
Paesi vicini a Pistoia
Natura nei dintorni
Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Pistoia.
Domande frequenti su Pistoia
- Come si arriva a Pistoia?
- In auto ci vogliono circa 20 minuti da Prato (19 km), 35 minuti da Lucca (46 km) e 40 minuti da Firenze (40 km).
- Cosa vedere a Pistoia?
- Ci sono 105 cose da vedere. Le principali sono Fortezza Santa Barbara, Fattoria di Celle, Palazzo del Priorino, Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Museo Civico di Pistoia e Museo Clemente Rospigliosi.
- Dove mangiare a Pistoia?
- Ci sono 52 posti per pranzo o cena, fra cui La BotteGaia, Taverna Gargantuà e Voronoi.
- Dove parcheggiare a Pistoia?
- Nei dintorni ci sono 122 parcheggi, 29 gratuiti.
- Quando andare a Pistoia?
- Il periodo migliore è la primavera o l’autunno. La festa patronale cade il 25 luglio (san Jacopo); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.
Il prossimo paese te lo trova Fuoriporta.
Di’ da dove parti e la giornata arriva già pronta.
Portami fuori porta