Immergersi nell’anello del Monte Pellecchia significa intraprendere l’itinerario più completo e appagante del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili. È un’escursione che regala emozioni autentiche, da vivere passo dopo passo nel silenzio delle pinete e di vallate dove il tempo sembra essersi fermato. Nelle giornate limpide, la vetta offre uno spettacolo magnifico: uno sguardo a 360 gradi che abbraccia contemporaneamente i colossi dell’Appennino — dal Gran Sasso alla Majella, fino al Velino — per poi spingersi verso ovest fino ai Monti della Tolfa, distinguendo persino la sagoma della Cupola di San Pietro all’orizzonte. Il cammino muove dal borgo di Monteflavio a 800 metri di altitudine, muovendo i primi passi su un breve tratto di asfalto prima di imboccare la comoda carrareccia sterrata del sentiero CAI 312. Man mano che si guadagna quota, la pista lascia spazio a un sentiero di montagna più stretto e naturale, con un fondo di terra, sassi e roccia affiorante che sale con tornanti graduali fino alla cresta e alla vetta del Monte Pellecchia, a 1369 metri. Qui la bellezza della natura incontra un toccante frammento di storia: la lapide e i resti del Beechcraft C-45 dell’Aeronautica Militare, precipitato il 25 agosto 1960, dove persero la vita i quattro aviatori dell’equipaggio (il tenente Loris Barbisan, il maresciallo Elio Bizzarri, il sergente maggiore Alfonso Lorenzi e il sergente Luciano Locatelli).