Cosa vedere a Lacco Ameno
Napoli, Campania · 2 m slm
In breve
Lacco Ameno è un paese della provincia di Napoli, a 2 metri sul livello del mare. Ci sono 19 cose da vedere, fra cui Museo archeologico di Pithecusae, Museo di Santa Restituta e Museo Angelo Rizzoli. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’estate.
La tua giornata a Lacco Ameno
sabato 24 ottobre, partendo da Napoli: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.
- • A Lacco Ameno si arriva in traghetto: la giornata ora per ora la decidono gli orari delle traversate, che trovi sui siti delle compagnie di navigazione.
- • Intanto, cosa vedere, dove mangiare e i sentieri di Lacco Ameno sono qui sotto, nelle sezioni della pagina.
Lacco Ameno sulla mappa
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- Da vedere
- Dove mangiare
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- Sentiero CAI 502A
- Sentiero CAI 502
- Sentiero CAI 501
- Sentiero Blu Riccardo D'Ambra
- Sentiero CAI 501D
Galleria
Foto di Abxbay · CC BY-SA 4.0
Foto di Maxim Karpinskiy · CC BY-SA 3.0
Foto di Dr.Conati · Public domain
Foto di Pietro Fabris · CC BY 4.0
Lacco Ameno è un comune italiano di 4 516 abitanti della città metropolitana di Napoli, situato sull'isola d'Ischia.
La fondazione della città, per opera dei Greci, è databile a circa il 770 a.C. ed è considerata la più antica polis occidentale. Lacco Ameno è la più antica polis greca in Occidente ancora oggi esistente. Fu fondata nel 770 a.C., praticamente 27 secoli fa. Era conosciuta per la sua posizione favorevole sulla costa nord-occidentale dell'isola. La città antica si chiamava Pithecusa (o Pithekoussai) Dal greco “πίθηκος” (píthekos) = scimmia, letteralmente “terra delle scimmie”. Tuttavia, non ci sono prove che le scimmie vivessero a Ischia, quindi si pensa che il nome potesse avere un significato simbolico o derisorio dato dai Greci.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Cosa vedere a Lacco Ameno
19 posti, qui e nei dintorni
Museo archeologico di Pithecusae
museo
II Museo illustra la storia dell'isola d'Ischia dalla preistoria all’età romana ed impegna il primo piano del plesso principale di Villa Arbusto. Al piano terra è previsto anche l’allestimento di una Sezione Geologica, destinata ad illustrare in che misura, in un’isola vulcanica quale è Ischia, i fenomeni vulcano-tettonici abbiano influito sulla vita dei suoi abitanti. Per l’età preistorica la conoscenza degli insediamenti umani è abbastanza lacunosa: appartengono al Neolitico medio-superiore i materiali, ceramici e litici, rinvenuti in località Cilento, presso il cimitero di Ischia; mentre un villaggio databile dalla media età del Bronzo all’età del Ferro è stato individuato sulla collina del Castiglione, presso Casamicciola. Numerosi ed importantissimi, invece, sono i reperti relativi all’insediamento greco di Pithecusae, fondato nel secondo quarto dell’VIII secolo a.C. da Greci provenienti dall’isola di Eubea, recuperati grazie agli scavi condotti ad Ischia da Giorgio Buchner a partire dal 1952. Dopo una sezione destinata ad illustrare la rete delle relazioni commerciali che i Pithecusani svilupparono con il Vicino Oriente e Cartagine, la Grecia e la Spagna, l’Etruria meridionale, sino alla Puglia, alla Calabria ionica ed alla Sardegna, l’esposizione prosegue presentando parte dei corredi funerari della necropoli ubicata nella valle di San Montano ed usata come luogo di sepoltura per un millennio, a partire dalla metà dell’VIII secolo a.C. Provengono dalla necropoli i più celebri vasi pithecusani, dal cratere tardo-geometrico di produzione locale decorato con scena di naufragio, alla famosa tazza da Rodi sulla quale fu inciso dopo la cottura, dunque sicuramente a Pithecusae, in alfabeto euboico è da ricordare a questo proposito che l’alfabeto rappresenta uno dei tasselli fondamentali del patrimonio di conoscenze che le popolazioni dell’Italia centrale mutuarono dai Greci di Pithecusae è un epigramma in tre versi che allude alla celebre coppa di Nestore descritta nell’Iliade. Già agli inizi del VII secolo a.C., per motivi politici legati allo sviluppo della colonia di Cuma sulla terraferma, si registra un progressivo declino dell'importanza di Pithecusae. Dei templi che dovevano sorgere sull'acropoli del Monte di Vico rendono comunque testimonianza le terrecotte architettoniche, tra le quali si segnala la sima laterale con gocciolatoio in forma di testa di ariete rinvenuta tra i materiali di scarico dell’acropoli. Da questo stesso deposito proviene un’ingente quantità di quella ceramica da mensa, tutta verniciata di nero, del tipo detto “Campana A” che, in età ellenistica, viene prodotta ad Ischia ed esportata in Africa, Spagna e Francia meridionale. In età romana l’isola, che assunse il nome di Aenaria, fu flagellata da numerose eruzioni vulcaniche, tanto che i Romani non vi si stabilirono così massicciamente come, ad esempio, nei vicini Campi Flegrei. Le principali attestazioni di questo periodo consistono, pertanto, non solo nelle pur numerose tombe romane, dal corredo assai povero, delle quali è esposta una selezione, ma soprattutto nei rilievi votivi in marmo dal santuario delle Ninfe, presso Nitrodi (Barano), e nei lingotti in piombo e stagno della fonderia sommersa di Carta Romana (Ischia), dove si lavorava il piombo importato dalle miniere spagnole di Cartagena, grazie alle capacità imprenditoriali degli Atellii, una gens campana nota da bolli presenti su lingotti databili tra la fine della Repubblica e la prima metà del I secolo d.C.
lun–mer 09:00–13:00 · gio–dom 09:00–13:00, 17:00–19:45
Museo di Santa Restituta
museo
Basilica di Santa Restituta
basilica
Museo Angelo Rizzoli
museo
Complesso museale di Villa Arbusto
museo
Basilica e Museo di Santa Restituta
basilica
Dedicato a santa Restituta d'Africa, compatrona dell'isola d'Ischia. Al di sopra della Basilica paleocristiana (visitabile) sorse nel 1036 un Oratorio dedicato alla Santa, ingrandito poi nel 1301. Sul finire del Cinquecento i Carmelitani ne modificarono la struttura costruendo l'attuale basilica, do
Museo archeologico di Pithecusae a Villa Arbusto
museo
Con reperti preistorici e resti dei prodotti dei ceramisti greci dei secoli VIII-II a.C. Il museo ospita la Coppa di Nestore, che riporta il più antico frammento poetico in lingua greca. La coppa fu portata alla luce nel 1955 dagli scavi della vicina necropoli di San Montano, per merito dell'archeol
Villa Arbusto
villa
Il complesso di Villa Arbusto fu costruito nel 1785 da Don Carlo Acquaviva, Duca di Atri, dov’era la “masseria dell’arbusto”. La villa oggi si presenta organizzata come un insieme di edifici contigui, che si integrano nel parco-giardino: il corpo residenziale padronale, Villa Arbusto, il cui nome è stato poi esteso a tutto il complesso; la dipendenza per gli ospiti; la merlata Villa Gingerò, chiamata oggi “Belvedere”; una cappella dedicata alla Madonna delle Grazie ed una piccola sacrestia; una villetta di impianto posteriore ed alcuni servizi, come una cisterna posta nella zona più alta. Il rapporto tra interni ed esterni è mediato da alcuni elementi di arredo all’aperto, come la struttura di grillages e pergole, la fontana che fa da fondale al giardino, alcuni viali e percorsi attrezzati. Estintasi nel 1805 la linea maschile degli Acquaviva, la villa passò in molte mani: dalla Duchessa di Conversano, alla famiglia Biondi, ai Ciannelli-Nesbit, che ne fecero una pensione e furono poi costretti a smembrarla per dissesto finanziario, finché nel 1952 fu acquistata dal noto editore e produttore cinematografico Angelo Rizzoli. Dopo la morte di quest’ultimo a comprarla fu il Comune di Lacco Ameno, col contributo della Provincia di Napoli e della Regione Campania, per esporvi i numerosi reperti che venivano alla luce nella zona a partire dagli anni Cinquanta del secolo trascorso, ma il Museo vero e proprio vi è stato aperto solo dal 17 aprile 1999.
Corso Angelo Rizzoli, 210 - Lacco Ameno
lun 09:00–13:45 · mar–sab 09:00–17:45 · dom 09:00–13:45
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
chiesa
Cappella della Pietà
cappella
E ce ne sono altri 9 qui intorno
Alcune descrizioni sono di Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Dove mangiare a Lacco Ameno
5 ristoranti e trattorie locali
Nei dintorni
Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.
Dove parcheggiare a Lacco Ameno
13 parcheggi nei dintorni
Meteo a Lacco Ameno
Le previsioni in questo momento non arrivano: controllale prima di partire.
Sentieri qui intorno
Sentiero CAI 502A
Lunghezza: 1,7 km
Sentiero CAI 502
Lunghezza: 8,4 km
Sentiero CAI 501
Lunghezza: 14,3 km
Sentiero Blu Riccardo D'Ambra
Sentiero CAI 501D
Lunghezza: 1,3 km
Cosa succede in paese
Festa patronale: santa Restituta
ogni anno
Paesi vicini a Lacco Ameno
Natura nei dintorni
Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Lacco Ameno.
Domande frequenti su Lacco Ameno
- Cosa vedere a Lacco Ameno?
- Ci sono 19 cose da vedere. Le principali sono Museo archeologico di Pithecusae, Museo di Santa Restituta, Museo Angelo Rizzoli, Basilica e Museo di Santa Restituta, Museo archeologico di Pithecusae a Villa Arbusto e Villa Arbusto.
- Dove mangiare a Lacco Ameno?
- Ci sono 5 posti per pranzo o cena, fra cui O Padrone do' Mare, Il Triangolo e Le Stufe.
- Dove parcheggiare a Lacco Ameno?
- Nei dintorni ci sono 13 parcheggi.
- Quando andare a Lacco Ameno?
- Il periodo migliore è la primavera o l’estate. La festa patronale cade il 17 maggio (santa Restituta); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.
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