Cosa vedere a Bacoli
Napoli, Campania · 30 m slm
In breve
Bacoli è un paese della provincia di Napoli, a 30 metri sul livello del mare. In auto è a circa 35 minuti da Napoli e a 1 ora da Caserta. Ci sono 33 cose da vedere, fra cui Piscina mirabilis, Casina Vanvitelliana e Cento Camerelle. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’estate.
Camerelle Experience 2026
fino al 24 ottobre, controlla i giorni
La tua giornata a Bacoli
sabato 24 ottobre, partendo da Napoli: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.
⛈️ Temporale, 16,6–21,2 °C · 63% di pioggia
- viaggio
In auto da Napoli a Bacoli
26,6 km, circa 34min
- parcheggio
Parcheggio Punta Pennadio Lido
a pagamento
- visita
Il centro di Bacoli
33 cose da vedere, fra cui Piscina mirabilis (sabato 09:00–19:30), Casina Vanvitelliana, Cento Camerelle (sabato 10:00–17:00)
l’orario di apertura c’è per 5 su 33
- pranzo
Ristorante Garibaldi
orari non verificati: meglio chiamare prima
- visita
Pomeriggio al chiuso
Complesso archeologico di Baia, Museo archeologico dei Campi Flegrei (sabato 09:00–18:30), Sacello degli Augustali
63% di pioggia prevista
- rientro
Rientro a Napoli
26,6 km, circa 34min
- • Camerelle Experience 2026 (controlla i giorni sul programma): secondo il programma dalle 17:00, dopo la fine di questa giornata (15:30).
Bacoli sulla mappa
I luoghi delle schede di questa pagina, i sentieri qui intorno e le tappe della giornata. Tocca un punto o una linea per aprire la sua scheda.
- Da vedere
- Dove mangiare
- Parcheggi
- Monte Miseno
- Sentiero di Torrefumo
- mofete 1
- Lago d'Averno
- Anello del Campiglione
- Tappe della giornata
Le tappe della giornata di sabato 24 ottobre, nell’ordine: la linea tratteggiata le unisce, non è la strada.
- 109:04Parcheggio Punta Pennadio Lido
- 209:14Il centro di Bacoli
- 312:30Ristorante Garibaldi
Galleria
Foto di Denghiù · Public domain
Foto di Denghiù · Public domain
Foto di Giuseppe Guida · CC BY-SA 4.0
Foto di ChristiHarri · CC BY-SA 4.0
Come arrivare
In auto
Indicazioni- da Napoli26,6 km · 34min
- da Caserta52,5 km · 59min
- da Avellino79,5 km · 1h 16min
Bacoli è un comune italiano di 24 711 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Dell'antica Bauli si conservano a tutt'oggi i resti delle Cento Camerelle, della Piscina Mirabile, del cosiddetto Sepolcro di Agrippina. Nell'età augustea Bacoli diventò addirittura il principale avamposto militare e capitale elettiva della politica, della cultura e della mondanità insieme alla vicina Baiae.
In seguito alla caduta dell'Impero romano la città di Bacoli decadde anche a causa di alcuni fenomeni geologici come il bradisismo e le erosioni. Tra il XVI-XVII secolo la città rinacque e divenne una delle mete preferite dagli europei, infatti il nome della città discende probabilmente dalla parola latina vacua, cui sarebbe stato successivamente aggiunto il suffisso diminutivo latino -ulus, in riferimento all'infertilità del terreno, e non dal latino Bauli.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Cosa vedere a Bacoli
33 posti, qui e nei dintorni
Piscina mirabilis
museo
antica cisterna romana a Bacoli
lun–mar chiuso · mer 09:00–19:30 · gio–ven chiuso · sab–dom 09:00–19:30
Casina Vanvitelliana
palazzo
Cento Camerelle
museo
Il monumento consiste in una serie cisterne, composte da due parti sovrapposte, del tutto indipendenti, orientate diversamente e risalenti ad epoche diverse. Esse erano in realtà pertinenti ad una villa, i cui ruderi si osservano in parte scavati nel banco tufaceo della collina sottostante ed a peschiere semisommerse nello specchio d’acqua antistante. Secondo una delle ipotesi, la villa sarebbe appartenuta ad Ortensio e poi passata ad Antonia moglie di Druso, da questi a Nerone, ed infine a Vespasiano della dinastia flavia. L’edificio superiore, posto a m 3,00 dall’attuale piano di campagna, è un ampio serbatoio di età imperiale, diviso in quattro navate, coperte da volta a botte e sorrette da tre file di pilastri, con uno degli estradossi a terrazza, rivestito di pavimento in signinum. L’aula è scavata nel tufo fino a m 2,00 di profondità e foderata di muratura con paramento in opus reticulatum ed ammorsature a tufelli, recante un rivestimento idraulico di cocciopesto di notevole spessore. Al centro di ogni volta vi sono pozzetti di ispezione quadrati; mentre nell’angolo Nord si apre una nicchia recante traccia di rivestimento di intonaco. Al livello inferiore, più in basso di m 6,00 rispetto al precedente, è una rete di cunicoli per l’approvvigionamento idrico, databili all’età repubblicana e solo parzialmente esplorati. Orientati Est-Sud-Est / Ovest-Sud-Ovest e disposti ortogonalmente, alti circa m 4,00, sono coperti a volta e collegati da stretti e bassi passaggi di comunicazione, ora con tetto di tegole a due spioventi, ora con tetto copertura piano. Gli ambienti sono scavati nel tufo e foderati di opus coementicium e rivestiti di cocciopesto. La presenza di questo tipo di intonaco idraulico ed il cordolo alla base delle pareti dimostra che anche questi cunicoli erano adibiti a cisterna. In essi si conservano ancora sulle pareti i nomi dei visitatori dei secoli scorsi scritti a carboncino. Ingressi individuali Ingressi gruppi Telefono: +39 081 0105665Mail
lun–mar chiuso · mer 10:00–17:00 · gio–ven chiuso · sab–dom 10:00–17:00
Castello Aragonese
castello
Baia, la sua costruzione fu avviata dagli Aragonesi nel 1495, poco prima dell'invasione dei francesi di re Carlo VIII
Complesso archeologico di Baia
museo
TABELLA DEGLI ORARI DI APERTURA E CHIUSURA Il Parco archeologico delle Terme di Baia è il risultato di una straordinaria stagione di ricerche e indagini che si sono sviluppate nel corso del XX secolo lungo il versante della collina che si affaccia sul golfo di Baia. Le indagini hanno messo in luce uno dei più grandiosi complessi archeologici e architettonici del Mediterraneo che restituiscono l’immagine luminosa dell’antica Baia, metà privilegiata per la villeggiatura in età romana, luogo cardine del termalismo antico, spazio di ristoro per il corpo e per lo spirito, tramandato in una polifonica narrazione dagli antichi scrittori. Nella metà del II sec. a.C. le prime ville iniziano a occupare le pendici della collina andando a sfruttare quell’energia “flegrea”, legata al vulcanesimo attivo, sotto forma di cunicoli dove intercettare aria e acqua calda. Si creano i presupposti per la nascita del termalismo con un meticoloso sfruttamento delle risorse idrotermali del territorio e lo sviluppo di innovative soluzioni architettoniche. Nel corso della tarda repubblica e la prima età imperiale si assiste ad uno sviluppo impetuoso dell’attività edilizia che estenderà la propria area di azione all’intero spazio disponibile facendo parlare gli antichi di bramosia costruttiva. Emerge un quadro complesso di ville, palazzi, spazi di ospitalità, complessi termali pubblici e privati. Non una vera e propria città, ma la manifestazione più complessa e articolata di un’antica destinazione turistica in grado di intercettare l’interesse delle élite del mondo romano fino a diventare un topos letterario. La visita al Parco archeologico delle Terme di Baia si sviluppa lungo un percorso che si dipana lungo la dorsale muovendosi all’interno di più residenze costituite da nuclei architettonici separati, organizzati su diversi livelli di terrazzamento e messi in comunicazione tramite rampe a gradoni. Il primo complesso architettonico che si incontra è quello denominato Villa dell’Ambulatio e si articola su sei terrazze. Quella più alta è occupata dal settore domestico, con peristilio, stanze di soggiorno e cubicula (stanze da letto) ai lati di una grande sala centrale aperta sul panorama. Più in basso si trovava il portico coperto (ambulatio) che dà il nome al complesso dotato di una grande sala centrale di rappresentanza. Il nucleo centrale del Parco è costituito dal settore della Sosandra articolato su quattro livelli. Anche in questo caso troviamo la parte destinata a residenza nei livelli superiori, affacciati sul golfo di Napoli, dove si riconoscono ambienti di servizio, triclini, sale di rappresentanza ed un piccolo laconicum (locale per saune) decorato a stucco. Dalla sala più grande di questo settore proviene la statua in marmo della c.d. Aspasia, nota come Afrodite Sosandra (copia romana di un originale greco), che dà il nome al complesso. I due livelli inferiori dell’edificio si articolano con un effetto scenografico che aveva come protagonista l’acqua e sono costituiti superiormente da un emiciclo ed inferiormente da un’area scoperta. Un ulteriore complesso ci introduce ad un imponente complesso termale frequentato fino ad epoca medioevale. Il settore cosiddetto di Mercurio, prende il nome, da una natatio (piscina) termale a pianta circolare con volta a cupola, chiamato “Tempio di Mercurio” dai primi viaggiatori. Il nucleo meridionale di questo quartiere, realizzato in età Severiana, è composto da sale fastose sia per opera architettonica che per apparati decorativi. Probabilmente tutti questi edifici facevano parte del Palatium di Alessandro Severo, che forse si estendeva fino al mare. L’ultimo settore che si incontra nella visita è quello di Venere e deve il suo nome ad eruditi del Settecento che definivano “Stanze di Venere” alcuni ambienti del livello inferiore del complesso, caratterizzati da raffinate decorazioni in stucco sulle volte. Esso comprende tre nuclei edilizi di diversa epoca, posti su tre livelli differenti. Quello inferiore è alterato sul lato orientale dalla moderna via litoranea che ne ha isolato il c.d. Tempio di Venere, edificio termale a pianta circolare all’interno ed ottagonale all’esterno originariamente coperto da volta "a spicchi". La visita al Parco archeologico delle Terme di Baia ci pone di fronte ad un percorso all’interno delle storie degli illustri personaggi che hanno vissuto e raccontato questi spazi, ci offre la possibilità di popolare di immagini le ardite strutture architettoniche e di raccordare con lo sguardo altri tasselli della memoria flegrea come il Parco sommerso di Baia o il Castello aragonese.
lun chiuso
Museo archeologico dei Campi Flegrei
museo
Nella splendida cornice paesaggistica che si ammira dalla fortezza aragonese, l’allestimento museale, realizzato sotto la direzione scientifica del Prof. Fausto Zevi, intende proporre in cinque sezioni distinte secondo una esposizione ragionata per contesti topografici e tematici, la storia degli antichi siti presenti nei Campi Flegrei: Cuma, Puteoli, Baiae, Misenum e Liternum. Nuclei di reperti (sculture, iscrizioni, coroplastica architettonica, terrecotte figurate, vasellame, manufatti in metallo e vetro, oreficerie e monete) smembrati da vecchi ritrovamenti di provenienza flegrea, finora custoditi prevalentemente nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono stati a tal fine riunificati ai contesti provenienti dai recenti scavi effettuati nel territorio flegreo. Nelle ex camerate dei soldati della fortezza, disposte in sequenza continua su due livelli, la visita comincia con la sezione dedicata a Cuma, situata al secondo livello e composta da ventiquattro sale in cui è illustrata la storia del sito, dall’abitato opico del IX secolo a.C. alla città greca e poi italico-romana sino all’età tardo antica. Attraverso la presentazione dei reperti, emersi nel corso delle campagne di scavo eseguite dalla Soprintendenza in collaborazione con l’Università degli Studi “Federico II” e l’Università “L’Orientale” di Napoli e con il Centre Jean Bérard, viene tracciato l’intero sviluppo storico della colonia ellenica con la ricostruzione della topografia urbana (mura, strade, santuari e necropoli con ricchissimi corredi tombali) dalla fase propriamente greca, tra l’VIII ed il V secolo a.C. (età Orientalizzante, arcaica e classica), alla città sannitica del IV secolo a.C. (con l’esposizione di un rarissimo fregio di metope dipinte e triglifi di un edificio templare) e poi ellenistico-romana (con la presentazione di reperti scultorei ed architettonici dagli edifici pubblici del Foro) sino all’ultima fase di occupazione nel periodo bizantino. La sezione riservata a Puteoli, costituita da venti sale nel primo livello, illustra anch’essa, nel suo complesso divenire, la storia del sito: la prima espansione urbana della colonia augustea con le testimonianze relative ai suoi edifici per spettacoli, all’acquedotto ed ai reperti che documentano il carattere cosmopolita assunto dalla città (anche richiamato dalla ricostruzione della Grotta del Wady Minahy nel deserto egiziano); la colonia neroniana con il nuovo assetto urbano voluto dagli imperatori; la ripresa in epoca tardo antica, documentata attraverso i reperti rinvenuti nelle ville suburbane e nelle necropoli. Sulla Piazza d’Arme è visitabile la sezione del Rione Terra, con l’esposizione degli oggetti provenienti dai recenti scavi eseguiti nell’acropoli puteolana. Essi sono riferibili alla decorazione architettonica del Capitolium ed a quella scultorea di altri edifici pubblici del Foro augusteo, costituita da statue ideali, tra cui la splendida testa copia dell’Athena Lemnia di Fidia, da una serie di ritratti di età giulio-claudia e dai frammenti pertinenti a statue di cariatidi ed a clipei, che ricordano l’attico del Foro di Augusto a Roma, di cui si propone all’esterno un’ipotesi di ricostruzione. La sezione dedicata a Baiae e Misenum comprende, invece, oltre alle sale tematiche risalenti a precedenti allestimenti con la ricostruzione del Sacello degli Augustali da Misenum, del Ninfeo di Punta Epitaffio e degli antichi calchi in gesso ricavati da originali greci di età classica ed ellenistica, usati da un’officina scultorea operante a Baia su committenza imperiale, presenta i rinvenimenti della villa marittima romana di età tardo-repubblicana, scoperta sotto il Castello ed il Padiglione Cavaliere, con splendidi pavimenti musivi ed in cocciopesto decorato, e lacerti di affreschi in tardo II stile pompeiano. Una sezione a parte è riservata inoltre a Liternum, colonia marittima fondata nel 194 a.C., nella quale sono stati aggregati per contesti i reperti (sculture, iscrizioni, corredi tombali e manufatti di varia tipologia),recuperati in vecchi scavi e quelli provenienti dalle nuove ricerche eseguite dalla Soprintendenza non solo nei quartieri urbani, nell’area del Foro, nell’anfiteatro e nelle necropoli, ma anche nel territorio pertinente alla città antica.
lun chiuso · mar–dom 09:00–18:30
Parco sommerso di Baia
museo
Sito archeologico italiano
Sacello degli Augustali
museo
Il complesso monumentale, situato a breve distanza dal teatro, realizzato in epoca giulio-claudia e dedicato al culto dell’imperatore Augusto, nella sua forma attuale risale alle sistemazioni di età antonina (metà del II secolo d.C.), fatte eseguire da Cassia Victoria in onore del marito L. Laecanius Primitivus, sacerdote Augustale dell’epoca di Marco Aurelio. L’edificio fu però distrutto alla fine del II secolo d.C. probabilmente a causa di eventi sismici. Al momento della sua scoperta nel 1967, vi furono trovate statue di Vespasiano, Nerva, Tito, dell’Abbondanza, e di alcune divinità tra cui, Asclepio, Apollo e Venere, una del tipo della Piccola Ercolanese ed un’altra su delfino, poi asportate ed ora esposte nell'apposita sala dedicata al monumento all’interno del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Semisommerso per effetto del bradisismo, il santuario è composto da tre ambienti affiancati, in parte costruiti in muratura e in parte ricavati dalla roccia, che ne forma le pareti laterali e di fondo. L‘edificio centrale, il vero e proprio sacello, consiste in un tempietto a podio di pianta rettangolare davanti al quale è situato l’altare. Mediante una gradinata di marmo, fiancheggiata da due podi di muratura, in origine rivestiti di lastre di marmo e sormontati da statue, si accede al pronao tetrastilo con colonne in cipollino dotate da capitelli di tipo pergameno, sopra il cui epistilio, recante l’iscrizione dedicatoria, era il frontone decorato con rilievi. Oltrepassato tale vestibolo, pavimentato in mosaico con un tappeto a tessere bianche e riquadratura a tessere nere, e varcata la soglia di marmo, si entra all’interno del sacello. Questo è costruito in opus reticulatum con ammorsature in tufelli, mentre le sue pareti dovevano essere ricoperte da lastre di marmo. Su quella di fondo un’abside con podio, fiancheggiata da due nicchie rettangolari, è intonacata e dipinta di rosso sulla parte superiore della fronte, mentre presenta nel catino una decorazione in stucco con rilievi a soggetto marino. Nel pavimento in cocciopesto con tessere bianche disposte a formare riquadri è inserita una fascia centrale in marmi policromi che ripete lo stesso motivo geometrico. L’ambiente a destra del sacello, costruito in opus reticulatum, era decorato con rivestimenti in stucco ed intonaco dipinto sulle pareti e sulla volta a botte ed a crociera. In quello a sinistra invece fu rinvenuta la statua equestre in bronzo di Nerva (in origine Domiziano) ora al Museo Archeologico dei Campi Flegrei.
Anfiteatro romano di Cuma
museo
Grotta della Dragonara
museo
sito archeologico di Miseno, frazione di Bacoli
E ce ne sono altri 23 qui intorno
Alcune descrizioni sono di Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Dove mangiare a Bacoli
33 ristoranti e trattorie locali
Nei dintorni
Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.
Dove parcheggiare a Bacoli
35 parcheggi nei dintorni
Meteo a Bacoli
Previsioni a 7 giorni, per decidere quando andareAggiornate il 21 ottobre alle 16:29
Porta l’ombrello
Nel weekend può piovere. Se la pioggia è probabile proprio il giorno della gita, la giornata qui sopra toglie il sentiero e sposta il pomeriggio al chiuso, dove c’è un posto per farlo.
Mer
21 ott
Temporale
Gio
22 ott
Parzialmente nuvoloso
Ven
23 ott
Parzialmente nuvoloso
Sab
24 ott
Temporale
Dom
25 ott
Parzialmente nuvoloso
Lun
26 ott
Acquazzoni
Mar
27 ott
Parzialmente nuvoloso
Sentieri qui intorno
Monte Miseno
CAI 554
Lunghezza: 6 km
Sentiero di Torrefumo
Lunghezza: 1,4 km
mofete 1
CAI campi flegrei
Lago d'Averno
CAI 551
Lunghezza: 3,7 km
Anello del Campiglione
CAI 553
Lunghezza: 9 km
Cosa succede in paese
Festa patronale: sant'Anna
ogni anno
Camerelle Experience 2026
concerto
Paesi vicini a Bacoli
Natura nei dintorni
Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Bacoli.
Domande frequenti su Bacoli
- Come si arriva a Bacoli?
- In auto ci vogliono circa 35 minuti da Napoli (27 km), 1 ora da Caserta (53 km) e 1 ora e 15 minuti da Avellino (80 km).
- Cosa vedere a Bacoli?
- Ci sono 33 cose da vedere. Le principali sono Piscina mirabilis, Casina Vanvitelliana, Cento Camerelle, Complesso archeologico di Baia, Museo archeologico dei Campi Flegrei e Sacello degli Augustali.
- Dove mangiare a Bacoli?
- Ci sono 33 posti per pranzo o cena, fra cui Ristorante Sapoti in Vista, Da Fefè e Il Portico.
- Dove parcheggiare a Bacoli?
- Nei dintorni ci sono 35 parcheggi, fra cui Parcheggio Punta Pennadio Lido (a pagamento) e Parcheggio Da Mimma.
- Quando andare a Bacoli?
- Il periodo migliore è la primavera o l’estate. La festa patronale cade il 26 luglio (sant'Anna); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.
- Quali eventi ci sono a Bacoli?
- In calendario c’è Camerelle Experience 2026 (dal 17 ottobre al 24 ottobre).
Il prossimo paese te lo trova Fuoriporta.
Di’ da dove parti e la giornata arriva già pronta.
Portami fuori porta