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Venafro (Isernia): 116

Cosa vedere a Venafro

Isernia, Molise · 222 m slm

collinare

In breve

Venafro è un paese della provincia di Isernia, a 222 metri sul livello del mare. In auto è a circa 30 minuti da Isernia e a 1 ora da Caserta. Ci sono 64 cose da vedere, fra cui Castello Pandone, Museo WinterLine e Museo archeologico di Venafro. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’autunno.

Periodo migliore: primavera e autunno

La tua giornata a Venafro

sabato 24 ottobre, partendo da Campobasso: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.

Come ti muovi
  1. viaggio

    In auto da Campobasso a Venafro

    71,9 km, circa 1h 13min

    apri in Google Maps ↗

  2. parcheggio

    Parcheggio Largo Gennaro Nola

    apri in Google Maps ↗

  3. visita

    Il centro di Venafro

    64 cose da vedere, fra cui concattedrale di Santa Maria Assunta, Castello Pandone, Museo WinterLine

    l’orario di apertura c’è per 2 su 64

  4. pranzo

    Rosso

    orari non verificati: meglio chiamare prima

    apri in Google Maps ↗

  5. visita

    Ancora a Venafro

    Museo nazionale di Castello Pandone (sabato 08:15–19:00), Palazzina Liberty

  6. rientro

    Rientro a Campobasso

    71,9 km, circa 1h 13min

Venafro sulla mappa

I luoghi delle schede di questa pagina, i sentieri qui intorno e le tappe della giornata. Tocca un punto o una linea per aprire la sua scheda.

  • Da vedere
  • Dove mangiare
  • Parcheggi
  • Sentiero CAI 909A
  • Sentiero CAI 929
  • Sentiero delle Mura sannite
  • La Ferruccia - Cerasuolo
  • European Long distance path E1 - part Italy - Campania
  • Tappe della giornata

Le tappe della giornata di sabato 24 ottobre, nell’ordine: la linea tratteggiata le unisce, non è la strada.

  1. 109:43Parcheggio Largo Gennaro Nola
  2. 209:53Il centro di Venafro
  3. 312:30Rosso

Galleria

Come arrivare

  • da Isernia24,3 km · 28min
  • da Caserta77,1 km · 1h
  • da Frosinone78,1 km · 1h

Venafro è un comune italiano di 10 656 abitanti della provincia di Isernia in Molise.

Ha origini molto antiche, risalenti al popolo italico dei Sanniti, dove nel III secolo a.C. combatterono aspramente contro Roma durante le guerre sannitiche. Nell'89 a.C. Venafrum fu teatro di uno scontro decisivo contro Roma dove guerreggiò il gruppo dei popoli della "Lega italica", nella cosiddetta "Guerra sociale". Nel Medioevo, fu invasa dai Longobardi, e divenne dal VI secolo sede di una diocesi, nonché importante centro di passaggio da Molise e Abruzzo per Napoli. Dal XV secolo fu di proprietà della famiglia Pandone, che contribuì alla ripresa economica del centro. Nel 1860 ospitò Vittorio Emanuele II in viaggio per l'incontro con Giuseppe Garibaldi.

Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

Cosa vedere a Venafro

64 posti, qui e nei dintorni

Concattedrale di Santa Maria Assunta

cattedrale

Castello Pandone

castello

Museo WinterLine

museo

museo storico-militare di Venafro

Museo archeologico di Venafro

museo

Il Museo archeologico nazionale di Venafro è ospitato all'interno del monastero seicentesco di S. Chiara, nel centro storico di Venafro, dove dal 1931 aveva trovato collocazione un primo nucleo di materiale archeologico, proveniente dalla località “Terme di S. Aniello”.Oltre all'antica raccolta il museo conserva i ritrovamenti provenienti dai recenti scavi archeologici, che hanno permesso di conoscere meglio la città di età imperiale. Il percorso espositivo si articola in due piani secondo criteri cronologici e tematici e documenta le varie forme di occupazione del territorio in età romana: necropoli, opere pubbliche, insediamenti produttivi; i principali monumenti della città; insieme ai diversi aspetti della vita quotidiana, pubblica e privata della Venafrum romana. Nel portico del chiostro si trova materiale proveniente dalle necropoli, che si distribuivano lungo le principali vie di accesso della città romana. Di particolare interesse è l'editto augusteo con le regole d'uso dell'acquedotto, redatto negli anni tra il 17 e l'11 a.C. Il documento contiene le indicazioni sulle modalità costruttive, i rapporti con i proprietari dei terreni attraversati, la distribuzione dell'acqua ed indica i magistrati a cui era affidata la gestione e la sorveglianza dell'acquedotto e che erano competenti in caso di controversie. Nelle sale sono esposti elementi architettonici appartenenti alla decorazione del teatro romano e delle strutture circostanti; degne di nota sono le due grandi statue di togati. Vi sono poi documentati ritrovamenti in abitazioni private ed edifici di area urbana, con resti di affreschi e oggetti di uso quotidiano come lucerne e monete. Tra le sculture è nota la statua raffigurante Venere, di età antoniniana (II secolo d.C.), che fu ritrovata nel 1958 durante i lavori per la costruzione di una casa in via Colonia Giulia. Una sezione è dedicata ai reperti ritrovati all’interno del Complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno a ca 30 km da Venafro, dove è possibile vedere affreschi con diverse tematiche, ceramica di uso quotidiano, oltre alle opere in vetro e metalli preziosi che gli stessi monaci hanno realizzato tra il IX e l’XI secolo d.C..

lun chiuso · mar–dom 08:15–13:45

Museo nazionale di Castello Pandone

museo

Il Castello di Venafro prende il nome dalla famiglia Pandone, antica proprietaria di questo maniero medievale trasformato poi, nel sedicesimo secolo, in palazzo nobiliare. In un’ala del castello si possono visitare gli ambienti nobilitati dal conte Enrico Pandone tra il 1522 e il 1527, con gli originali affreschi rappresentanti i cavalli di sua proprietà, oppure il 'Salone nobile' col ciclo di affreschi a tema bucolico, sempre del sedicesimo secolo. In un’altra ala è ospitato il Museo Nazionale del Molise che conserva opere pittoriche che vanno dall'età paleocristiana all' età moderna. Il percorso museale ha inizio con le più antiche testimonianze pittoriche molisane, come i frammenti di affresco del settimo secolo provenienti da Santa Maria delle Monache di Isernia, per poi proseguire con opere medievali quali l’affresco con i Santi Bartolomeo e Michele dalla chiesa di San Michele di Roccaravindola e la scultura trecentesca della Madonna con Bambino da Santa Maria della Strada di Matrice. Il polittico con scene della Passione di Cristo, realizzato in alabastro nel quindicesimo secolo da una bottega inglese di Nottingham, è indicativo di una committenza esigente. Opere prodotte a Napoli per il Molise o da artisti molisani formatisi a Napoli sono state poste in dialogo con dipinti provenienti da importanti musei statali come il Museo Nazionale di Capodimonte (Napoli), il Museo Nazionale di San Martino (Napoli), la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini (Roma) e il Palazzo Reale di Caserta. Il percorso museale prosegue poi con la pittura centro-meridionale del diciassettesimo secolo: espone disegni e stampe appartenenti a famiglie di artisti provenienti dal centro molisano di Oratino e la collezione di Giacomo e Nicola Giuliani, di cui vengono mostrati disegni con soggetti sacri, decorazioni per edifici civili e arredi. Per la pittura tra Seicento e Settecento, due sono stati gli artisti napoletani punto di riferimento per l’Italia e l’Europa: Luca Giordano e Francesco Solimena. Il primo, dopo l’iniziale influenza del naturalismo di Ribera, attraversò la penisola per studiare le opere di Pietro da Cortona, Tiziano, Veronese ed elaborò un proprio linguaggio pittorico vivace e rutilante, fluido fino quasi alla dissolvenza formale e luministica. II secondo sviluppò uno stile tra il naturalismo e il barocco di Giovanni Lanfranco e Mattia Preti, concreto e definito come nella 'Madonna con Bambino" della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini, ove è quella saldezza formale ricorrente in pale d’altare e decorazioni scenografiche. Con i due citati protagonisti della scena pittorica si confrontarono inevitabilmente gli altri artisti locali, interpretandone le novità e diffondendole nei diversi territori. Per il Settecento spiccano per qualità a Venafro la 'Madonna con Bambino e san Nicola da Tolentino', dalla Chiesa di Sant’Agostino in Venafro, opera di Nicola Maria Rossi, molto influenzato da Solimena, oppure i 'Misteri del Rosario' di un seguace di Francesco De Mura, dalla Chiesa di Sant’Agostino in Venafro. A suggerire il gusto per la pittura di genere, che probabilmente caratterizzò le dimore della nobiltà napoletana in Molise, sono state esposte nature morte di Gaetano Cusati (Museo Nazionale di San Martino ), che contribuì a evolvere tali soggetti dal naturalismo al barocco, e Baldassarre De Caro (Palazzo Reale di Caserta), dai densi bagliori e ombre che riflettono l’influsso di Solimena. Completa l’allestimento permanente, la collezione donata dalla famiglia Musa, consistente nelle stampe fotografiche che sono il risultato del lavoro del fotografo Romeo Musa usate per i suoi lavori di xilografia.

lun chiuso · mar–dom 08:15–19:00

Palazzina Liberty

palazzo

Palazzo Cimorelli

palazzo

Palazzo Armieri

palazzo

Palazzo del Prete di Belmonte

palazzo

Palazzo De Bellis

palazzo

E ce ne sono altri 54 qui intorno

Alcune descrizioni sono di Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

Dove mangiare a Venafro

1 fra ristoranti e trattorie

Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.

Meteo a Venafro

Le previsioni in questo momento non arrivano: controllale prima di partire.

Sentieri qui intorno

Sentiero CAI 909A

Escursionistico

Lunghezza: 7,4 km

Sentiero CAI 929

Escursionistico

Lunghezza: 6 km

Sentiero delle Mura sannite

Escursionistico

Lunghezza: 3 km

La Ferruccia - Cerasuolo

CAI M7

Escursionistico

Lunghezza: 7,4 km

European Long distance path E1 - part Italy - Campania

Cosa succede in paese

Festa patronale: santi Nicandro, Marciano e Daria

ogni anno

17 giugno

Paesi vicini a Venafro

Natura nei dintorni

Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Venafro.

Domande frequenti su Venafro

Come si arriva a Venafro?
In auto ci vogliono circa 30 minuti da Isernia (24 km), 1 ora da Caserta (77 km) e 1 ora da Frosinone (78 km).
Cosa vedere a Venafro?
Ci sono 64 cose da vedere. Le principali sono Castello Pandone, Museo WinterLine, Museo archeologico di Venafro, Museo nazionale di Castello Pandone, Palazzina Liberty e Palazzo Cimorelli.
Dove mangiare a Venafro?
Per pranzo o cena c’è Rosso.
Dove parcheggiare a Venafro?
Nei dintorni ci sono 10 parcheggi.
Quando andare a Venafro?
Il periodo migliore è la primavera o l’autunno. La festa patronale cade il 17 giugno (santi Nicandro, Marciano e Daria); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.

Il prossimo paese te lo trova Fuoriporta.

Di’ da dove parti e la giornata arriva già pronta.

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