In breve
Nola è un paese della provincia di Napoli, a 34 metri sul livello del mare. In auto è a circa 20 minuti da Napoli e a 25 minuti da Caserta. Ci sono 43 cose da vedere, fra cui Castello di Cicala, Museo diocesano di Nola e Museo archeologico dell'antica Nola. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’autunno.
La tua giornata a Nola
sabato 24 ottobre, partendo da Napoli: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.
🌧️ Acquazzoni, 13,4–19,4 °C · 90% di pioggia
- viaggio
In auto da Napoli a Nola
26,1 km, circa 22min
- parcheggio
Parcheggio Tribunale
a pagamento
- visita
Il centro di Nola
43 cose da vedere, fra cui duomo di Nola, Castello di Cicala, Museo diocesano di Nola
l’orario di apertura c’è per 1 su 43
- pranzo
Pizza Gallery
pizza · orari non verificati: meglio chiamare prima · tel. 081 5122272
- visita
Pomeriggio al chiuso
Museo archeologico dell'antica Nola (sabato 09:00–19:00), Museo etnomusicale "I gigli di Nola", Cattedrale di Nola
90% di pioggia prevista
- rientro
Rientro a Napoli
26,1 km, circa 22min
Nola sulla mappa
I luoghi delle schede di questa pagina, i sentieri qui intorno e le tappe della giornata. Tocca un punto o una linea per aprire la sua scheda.
- Da vedere
- Dove mangiare
- Parcheggi
- Sentiero CAI 234
- Il torone
- Sentiero della riserva
- Sentiero CAI 200AA
- Sentiero CAI 235
- Tappe della giornata
Le tappe della giornata di sabato 24 ottobre, nell’ordine: la linea tratteggiata le unisce, non è la strada.
- 108:52Parcheggio Tribunale
- 209:02Il centro di Nola
- 312:30Pizza Gallery
Galleria
Foto di Michael LoCascio · CC BY-SA 3.0
Foto di No machine-readable author provided. Inviaggiocommons assumed (based on copyright claims) · Public domain
Foto di Lucasal84 · CC BY-SA 4.0
Foto di templare3000 · CC BY 3.0
Come arrivare
In auto
Indicazioni- da Napoli26,1 km · 22min
- da Caserta26,7 km · 25min
- da Salerno51,3 km · 39min
Nola è un comune italiano di 33 998 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
È conosciuta come "città bruniana" per aver dato i natali al filosofo Giordano Bruno, e anche come "città dei Gigli" per la secolare Festa dei Gigli che si tiene annualmente nel mese di giugno (riconosciuta nel 2013 patrimonio immateriale dell’umanità dall'UNESCO).
Nola è situata nel bacino dell'ex fiume navigabile del Clanio, nella terza cintura nord della città metropolitana di Napoli. Si trova inoltre tra i Monti del Partenio a nord, le colline del Cicala ad est e le colline del Vesuvio a sud, in posizione pressoché baricentrica, nonché strategica, rispetto a tutti i capoluoghi della regione Campania.
L'altitudine di Nola varia tra un minimo di 24 e un massimo di 400 m sopra il livello del mare.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Cosa vedere a Nola
43 posti, qui e nei dintorni
Duomo di Nola
cattedrale
Castello di Cicala
castello
Situato sull'omonima collina
Museo diocesano di Nola
museo
Il Museo inaugurato nel 2000 dal Vescovo Beniamino Depalma è concepito come realtà integrata e diffusa sul territorio. La finalità del progetto di allestimento e di organizzazione degli spazi museali è ispirata a una nuova forma di accostamento alle opere d’arte, non più raccolte in un unico contenitore, snaturate dal loro contesto d’origine, ma visibili nei propri luoghi di culto che si caratterizzano come strutture museali organizzate e decentrate sul territorio diocesano. Il percorso si articola in due itinerari: il primo si svolge intorno all’insula del duomo e raggiunge i maggiori monumenti sacri del centro cittadino; il secondo percorso ruota intorno al nucleo espositivo del seminario vescovile e degli antichi conventi siti sulle colline circostanti la città. Il nucleo espositivo del Museo diocesano è ospitato negli spazi adiacenti alla Cattedrale: le strutture della trecentesca chiesa di San Giovanni Battista, la cinquecentesca cappella dell’Immacolata e gli ambienti dell’episcopio concorrono con le collezioni di diversa natura a rappresentare la millenaria storia della diocesi nolana. Le sale sono dedicate all’esposizione di preziosi argenti, di eleganti paramenti, di opere scultoree in marmo ed in legno, nonché dipinti dal XV al XVIII secolo. Interessante la sezione documentaria e libraria, parte del patrimonio dell’attiguo Archivio Storico Diocesano. Il Museo ospita periodicamente mostre tematiche e convegni nella Sala dei Medaglioni così denominata per i ritratti dei vescovi nolani dipinti nei tondi delle pareti.
Museo archeologico dell'antica Nola
museo
Il Museo, ospitato nel prestigioso edificio che fu un tempo convento delle Canossiane, destinato dall’Amministrazione comunale, dopo il restauro, a sede espositiva, propone al pubblico, attraverso un’ampia e ragionata scelta di materiali archeologici, la storia del territorio di Nola. Il percorso di visita inizia dalla sezione preistorica, scandita da un percorso tematico. Nella prima sala è illustrata l’attività vulcanica del Somma-Vesuvio, delineata attraverso le diverse tipologie eruttive e con particolare rilievo quelle che incisero sulla storia del territorio nolano, come l’eruzione delle “Pomici di Avellino”, nell’età del Bronzo, e quella c.d. di Pollena, per il periodo tardo antico. Nelle sale successive sono esposti i reperti del Bronzo Antico caratterizzanti la facies di Palma Campania, e materiali che testimoniano l’effetto dell’eruzione delle c.d. Pomici di Avellino, i cui depositi piroclastici obliterarono i villaggi della zona. Nell’allestimento si è dato anche spazio all’illustrazione degli esiti delle indagini antropologiche con il supporto di pannelli didattici e le ricostruzioni fisiognomiche di tre individui ritrovati all’interno di sepolture. Inoltre é stata ricostruita una delle capanne rinvenute durante lo scavo dell’insediamento in località Croce del Papa a Nola: all’interno di una struttura di legno in scala reale in cui è riprodotta la distribuzione dell’arredo e degli spazi originari, sono stati disposti alcuni dei reperti recuperati ancora integri. A quella preistorica segue una sezione dedicata alle origini di Nola, che abbraccia un arco cronologico che va dall’VIII al VI secolo a.C.. Vi sono esposti i corredi tombali compresi tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C., provenienti dalle necropoli site in località Torricelle ed in via San Massimo, indicativi dell’influenza etrusca sulla comunità nolana, insieme a vasellame di produzione greca legato al consumo del vino in occasione del simposio, tipico dello stile di vita delle classi aristocratiche. Seguono le sale dedicate alla “Città dei Cavalieri”, con riferimento al periodo compreso tra il VI ed il IV secolo a. C. L’esposizione introduce, con l’ausilio di pannelli didattici, alla conoscenza del popolo dei Sanniti, la cui presenza in Campania si afferma durante la seconda metà del V secolo a.C.. Numerose testimonianze di tale periodo provengono dagli scavi compiuti nel territorio nolano tra il XVIII e il XIX secolo. Tra questi sono messi in evidenza vasi di produzione ateniese, a figure rosse ed a figure nere, decorati con scene mitologiche: ad esempio, due anfore attiche a figure rosse rispettivamente del Pittore di Alchimaco e del c.d. Pittore di Berlino ed un cratere a colonnette decorato a figure rosse attribuito al c.d. Pittore di Napoli. Punto nodale della sezione, sono le tombe a cassa ed a semicamera dipinte, che si susseguono al centro della sala, dove è stata posta anche un’ampia gigantografia in scala reale della “Tomba del Cavaliere”, che mostra l’originale disposizione delle lastre dipinte. Sono ricostruite in loco le sepolture a cassa del territorio di Casamarciano, tra cui la c.d. Tomba dei Togati e la c.d. Tomba della danzatrice. Il percorso museale prosegue con le ultime testimonianze relative alla presenza osca; si tratta del periodo che va dalla conquista romana della città (313-312 a.C.) fino allo scoppio della guerra sociale (90-88 a.C.). Tra i reperti esposti alcuni provengono dai santuari rinvenuti presso Cimitile ed a San Paolo Belsito, entrambi testimonianza delle correnti architettoniche di provenienza microasiatica. Quindi si sviluppa la sezione dedicata al periodo del dominio romano, con le statue che ornavano alcuni sepolcri, vari rilievi funerari e quelli provenienti dall’anfiteatro della città, oltre ad una serie di testimonianze epigrafiche. Il percorso di visita continua al primo piano del complesso con l’illustrazione delle testimonianze di età imperiale, fino ad arrivare ad una sala interamente dedicata alla c.d. villa di Augusto rinvenuta a Somma Vesuviana. L’esposizione si conclude, infine, con una sezione dedicata alla fine del mondo antico ed all’età medioevale, a cominciare dal suggestivo complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile, fino ad arrivare al periodo moderno, così da dare uno strumento complessivo di lettura e di valorizzazione dei monumenti e delle opere d'arte, altrettanto importanti, attestati in tali epoche nell’area Nolana.
lun chiuso · mar–dom 09:00–19:00
Palazzo Orsini
palazzo
Museo etnomusicale "I gigli di Nola"
museo
Caserma "Principe Amedeo"
palazzo
Monastero di Santa Maria la Nova
monastero
Il monastero di Santa Maria La Nova sorge nel centro storico della città di Nola. La platea del 1651 conservata presso l’Archivio Storico Diocesano di Nola rappresenta la fonte documentaria più ricca di informazioni per ricostruire le vicende del complesso religioso. Fu Suor Francesca Sussolana, che apparteneva ad una nobile famiglia nolana, che fece costruire presso l’antica chiesa nel 1521 un nuovo convento sotto la regola di Santa Chiara. Il complesso si ampliò nel corso dei secoli a seguito di acquisti diretti e di donazioni di beni immobili ubicati nelle sue immediate vicinanze e subì sia nel XVI che nel XVII secolo e, da ultimo, nel 1828 numerose ristrutturazioni e trasformazioni. Il monastero in origine presentava un impianto quadrangolare articolato su tre piani, con chiostro interno fenestrato e perimetrato da un corridoio che, sul lato Ovest, presentava la scala di accesso ai piani superiori. Le coperture dell’edificioerano caratterizzate da tetti a falda con sottostanti suppenni. Il chiostro aveva una vasca al centro ed una serie di ambienti adiacenti, con funzione di servizio: cisterne, pollaio, granaio. Nell’estremo Nord-Ovest di via Ambrogio Leone si ergeva la Torre del Belvedere con porta carraia; alti muri di cinta circondavano, invece, i due giardini del complesso. Il muro della Clausura collocato a settentrione chiudeva un secondo giardino del monastero su vicolo I Ranieri. Annesso vi era l’Ospizio delle monache con giardinetto interno, incorporato nel 1846 al resto della fabbrica, insieme ad un altro casamento con funzione, probabilmente, di accoglienza. Nel corridoio al pianoterra era ubicato il primo refettorio, mentre il secondo era collocato al primo piano. Le cucine con forni e focolai erano forse annesse ai refettori. Il primo ed il secondo piano erano articolati in vari ambienti che si aprivano su due corridoi con finestre e balconi. Il dormitorio in particolare era ubicato al secondo piano con aperture che prospettavano sul chiostro; verso mezzogiorno esso aveva sedici celle e la camera di ricreazione. Il prospetto principale prospiciente Via Senatore Cocozza appare oggi scandito dalla linearità delle superfici e dal ritmico susseguirsi di finestre e semplici modanature. Nell’angolo tra questa strada e Via Principessa Margherita si colloca, invece, la chiesa con annesso il nucleo originario della cappella della Presentazione della Beata Vergine Maria. Dal 1995 l’edificio, di proprietà comunale, è stato destinato ad ospitare il Museo Storico – Archeologico di Nola e del suo territorio.
Palazzo Vescovile
palazzo
Cattedrale di Nola
cattedrale
È stata ricostruita nel 1900 dopo un incendio. Al suo interno si trovano la cripta di San Felice e i tondi con le date di governo dei vari vescovi, dallo stesso San Felice fino a Umberto Tramma. Nel 2013 sotto la cattedrale è stata ritrovata una domus ecclesiae, finora unica testimonianza in Campani
E ce ne sono altri 33 qui intorno
Alcune descrizioni sono di Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Dove mangiare a Nola
12 ristoranti e trattorie locali
Nei dintorni
Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.
Dove parcheggiare a Nola
29 parcheggi nei dintorni
Meteo a Nola
Previsioni a 7 giorni, per decidere quando andareAggiornate il 21 ottobre alle 16:29
Porta l’ombrello
Nel weekend può piovere. Se la pioggia è probabile proprio il giorno della gita, la giornata qui sopra toglie il sentiero e sposta il pomeriggio al chiuso, dove c’è un posto per farlo.
Mer
21 ott
Temporale
Gio
22 ott
Acquazzoni
Ven
23 ott
Parzialmente nuvoloso
Sab
24 ott
Acquazzoni
Dom
25 ott
Parzialmente nuvoloso
Lun
26 ott
Parzialmente nuvoloso
Mar
27 ott
Parzialmente nuvoloso
Sentieri qui intorno
Sentiero CAI 234
Lunghezza: 3,2 km
Il torone
CAI 407
Lunghezza: 3,4 km
Sentiero della riserva
CAI 218
Lunghezza: 7 km
Sentiero CAI 200AA
Sentiero CAI 235
Lunghezza: 4,7 km
Cosa succede in paese
Festa patronale: san Felice
ogni anno
Paesi vicini a Nola
Natura nei dintorni
Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Nola.
Domande frequenti su Nola
- Come si arriva a Nola?
- In auto ci vogliono circa 20 minuti da Napoli (26 km), 25 minuti da Caserta (27 km) e 40 minuti da Salerno (51 km).
- Cosa vedere a Nola?
- Ci sono 43 cose da vedere. Le principali sono Castello di Cicala, Museo diocesano di Nola, Museo archeologico dell'antica Nola, Museo etnomusicale "I gigli di Nola", Cattedrale di Nola e Convento di Sant'Angelo in Palco.
- Dove mangiare a Nola?
- Ci sono 12 posti per pranzo o cena, fra cui Pizzeria Il Buco, Ciccio's Corner e Pizza Gallery.
- Dove parcheggiare a Nola?
- Nei dintorni ci sono 29 parcheggi, 6 gratuiti, fra cui Parcheggio Tribunale (a pagamento).
- Quando andare a Nola?
- Il periodo migliore è la primavera o l’autunno. La festa patronale cade il 15 novembre (san Felice); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.
Il prossimo paese te lo trova Fuoriporta.
Di’ da dove parti e la giornata arriva già pronta.
Portami fuori porta


