Cosa vedere a Calitri
Avellino, Campania · 530 m slm
In breve
Calitri è un paese della provincia di Avellino, a 530 metri sul livello del mare. In auto è a circa 1 ora e 10 minuti da Avellino e a 1 ora e 30 minuti da Benevento. Ci sono 9 cose da vedere, fra cui Museo della ceramica e Castello. Il periodo migliore per andarci è la primavera o l’autunno.
La tua giornata a Calitri
sabato 24 ottobre, partendo da Napoli: il meteo e gli orari di quel giorno. Cambia città, data o mezzo e si riscrive.
⛅ Parzialmente nuvoloso, 9,6–16,7 °C · 22% di pioggia
- viaggio
In auto da Napoli a Calitri
126,5 km, circa 1h 51min
- parcheggio
Parcheggio in centro
- visita
Il centro di Calitri
9 cose da vedere, fra cui Museo della ceramica, Castello, chiesa dell'Assunta
orari di apertura non indicati
- pranzo
Locanda dell'Arco
cucina italiana · orari non verificati: meglio chiamare prima · tel. 0827 310951
- visita
Ancora a Calitri
chiesa dell'Immacolata Concezione, chiesa della Madonna delle Grazie, chiesa di San Bernardino da Siena
- rientro
Rientro a Napoli
126,5 km, circa 1h 51min
Calitri sulla mappa
I luoghi delle schede di questa pagina, i sentieri qui intorno e le tappe della giornata. Tocca un punto o una linea per aprire la sua scheda.
- Da vedere
- Dove mangiare
- Parcheggi
- Sentiero CAI 510
- Sentiero CAI 501
- Sentiero CAI 505
- Percorso bisaccese delle acque
- Tappe della giornata
Le tappe della giornata di sabato 24 ottobre, nell’ordine: la linea tratteggiata le unisce, non è la strada.
- 110:21Parcheggio in centro
- 210:31Il centro di Calitri
- 312:30Locanda dell'Arco
Galleria
Foto di Ale_Dica · CC BY-SA 4.0
Foto di Cuz95 · CC BY-SA 4.0
Foto di Lucamato · CC BY-SA 4.0Foto di Ulp88 · Public domain
Come arrivare
In auto
Indicazioni- da Avellino72,1 km · 1h 9min
- da Benevento82,9 km · 1h 32min
- da Salerno106,6 km · 1h 33min
Calitri è un comune italiano di 4 073 abitanti della provincia di Avellino in Campania situato lungo le rive del fiume Ofanto.
Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Calitri risalgono al Neolitico, cui appartengono alcuni utensili in selce levigata conservati presso il museo irpino di Avellino. Tuttavia diventa un vero e proprio insediamento urbano solo a partire dal XIII secolo. Nel periodo medioevale, Calitri è uno dei tanti centri sottoposti all'amministrazione longobarda prima e normanna e sveva poi. Durante la dominazione normanna, il feudo di Calitri venne affidato ai Balvano, mentre sotto il regno di Federico II di Svevia appartenne al regio demanio. Nel 1304 Calitri passò ai Gesualdo, principi di Venosa che ne ebbero il possesso per tre secoli.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Cosa vedere a Calitri
9 posti, qui e nei dintorni
Museo della ceramica
museo
Come si evince dall’incisione pubblicata dal Pacichelli nel celeberrimo "Il Regno di Napoli in prospettiva" (1703), prima del violentissimo terremoto dell’8 settembre 1694 che lo distrusse completamente, il castello di Calitri era un’imponente costruzione con quattro grosse torri angolari, contrafforti ed altre opere di fortificazione. Sempre dall’incisione si evince come l’accesso principale fosse posto sul versante sud-est di una delle colline che dominavano le valli dell’Ofanto e del Cortino. Tutta la facciata nord, articolata in due massicce cortine murarie emergenti, era costruita sul costone a picco di arenarie stratificate di oltre settanta metri di altezza. Una descrizione dettagliata dell’edificio fortificato del 1691 parla ancora di «un famosissimo castello carico di habitazioni circa a 300 camere, che vi possono comodamente stare da cinque corti di Signori, ben munito di due ponti a levatoio con bellissimi bastioni, atteso detto castello sta posto sopra un monte, e guarnito di tutte comodità et altro». Era l’ultimo tempo della famiglia Gesualdo che lo aveva acquistato nel 1304 detenendone il possesso per oltre tre secoli, ampliandolo con consistenti e ripetuti interventi di ristrutturazione e trasformandolo in una sontuosa residenza a misura di principi e prelati. Già danneggiato dalle scosse degli anni precedenti, nel 1694 il maniero rovinò sulle case sottostanti provocando una serie di crolli a catena. Non fu più ricostruito, le pietre furono rivendute a lotti ai cittadini che le riutilizzarono in nuove costruzioni, mentre il materiale di spoglio più pregiato fu impiegato dal feudatario per ristrutturare «un palazzotto di detta terra (…) alla piazza, che si chiamava vulgarmente la casa di Gatta», da utilizzare per l’abitazione del Barone «dopo la ruina del Castello per il terremoto». Alla vigilia del 23 novembre 1980, prima di rovinare quasi completamente, tutta l’area su cui sorgeva l’antico castello si presentava, ormai, ricoperta da un denso tessuto urbano, conseguenza della lunga serie di ristrutturazioni edilizie ed urbanistiche stratificatesi a partire dal XVIII secolo. Tutte queste modifiche avevano alterato in larga misura lo stesso impianto tipologico dell’antico edificio, trasformandolo in borgo, in maniera tale da renderne problematica la stessa individuazione, delimitazione e consistenza volumetrica. L’intervento portato a termine nel 2008 ha restituito all’uso pubblico l’intera parte alta del centro storico di Calitri. Esso ha previsto il restauro dei comparti edilizi, la sistemazione urbanistica e gli allestimenti espositivi dell’intera zona compresa fra via Castello, via Madonna delle Grazie e le Ripe. Negli ambienti restaurati trova sede il “Museo della ceramica”, comprendente sezioni storiche e spazi espositivi per la produzione artigianale attuale e la maiolica artistica contemporanea, con laboratori e botteghe di restauro oltre ai servizi essenziali e ad appositi spazi per la didattica.
Castello
castello
Come si evince dall’incisione pubblicata dal Pacichelli nel celeberrimo "Il Regno di Napoli in prospettiva" (1703), prima del violentissimo terremoto dell’8 settembre 1694 che lo distrusse completamente, il castello di Calitri era un’imponente costruzione con quattro grosse torri angolari, contrafforti ed altre opere di fortificazione. Sempre dall’incisione si evince come l’accesso principale fosse posto sul versante sud-est di una delle colline che dominavano le valli dell’Ofanto e del Cortino. Tutta la facciata nord, articolata in due massicce cortine murarie emergenti, era costruita sul costone a picco di arenarie stratificate di oltre settanta metri di altezza. Una descrizione dettagliata dell’edificio fortificato del 1691 parla ancora di «un famosissimo castello carico di habitazioni circa a 300 camere, che vi possono comodamente stare da cinque corti di Signori, ben munito di due ponti a levatoio con bellissimi bastioni, atteso detto castello sta posto sopra un monte, e guarnito di tutte comodità et altro». Era l’ultimo tempo della famiglia Gesualdo che lo aveva acquistato nel 1304 detenendone il possesso per oltre tre secoli, ampliandolo con consistenti e ripetuti interventi di ristrutturazione e trasformandolo in una sontuosa residenza a misura di principi e prelati. Già danneggiato dalle scosse degli anni precedenti, nel 1694 il maniero rovinò sulle case sottostanti provocando una serie di crolli a catena. Non fu più ricostruito, le pietre furono rivendute a lotti ai cittadini che le riutilizzarono in nuove costruzioni, mentre il materiale di spoglio più pregiato fu impiegato dal feudatario per ristrutturare «un palazzotto di detta terra (…) alla piazza, che si chiamava vulgarmente la casa di Gatta», da utilizzare per l’abitazione del Barone «dopo la ruina del Castello per il terremoto». Alla vigilia del 23 novembre 1980, prima di rovinare quasi completamente, tutta l’area su cui sorgeva l’antico castello si presentava, ormai, ricoperta da un denso tessuto urbano, conseguenza della lunga serie di ristrutturazioni edilizie ed urbanistiche stratificatesi a partire dal XVIII secolo. Tutte queste modifiche avevano alterato in larga misura lo stesso impianto tipologico dell’antico edificio, trasformandolo in borgo, in maniera tale da renderne problematica la stessa individuazione, delimitazione e consistenza volumetrica. L’intervento portato a termine nel 2008 ha restituito all’uso pubblico l’intera parte alta del centro storico di Calitri. Esso ha previsto il restauro dei comparti edilizi, la sistemazione urbanistica e gli allestimenti espositivi dell’intera zona compresa fra via Castello, via Madonna delle Grazie e le Ripe. Negli ambienti restaurati trova sede il “Museo della ceramica”, comprendente sezioni storiche e spazi espositivi per la produzione artigianale attuale e la maiolica artistica contemporanea, con laboratori e botteghe di restauro oltre ai servizi essenziali e ad appositi spazi per la didattica.
Chiesa dell'Assunta
cappella
Chiesa dell'Immacolata Concezione
chiesa
Chiesa della Madonna delle Grazie
chiesa
Chiesa di San Bernardino da Siena
chiesa
Chiesa di San Canio Vescovo Martire
chiesa
Chiesa di Sant'Antonio
chiesa
Chiesa di Santa Lucia
cappella
Dove mangiare a Calitri
7 ristoranti e trattorie locali
Orari e valutazioni nei paesi cambiano spesso: meglio una telefonata prima di partire.
Dove parcheggiare a Calitri
5 parcheggi nei dintorni
Meteo a Calitri
Previsioni a 7 giorni, per decidere quando andareAggiornate il 21 ottobre alle 16:29
Mer
21 ott
Pioggia
Gio
22 ott
Parzialmente nuvoloso
Ven
23 ott
Parzialmente nuvoloso
Sab
24 ott
Parzialmente nuvoloso
Dom
25 ott
Acquazzoni
Lun
26 ott
Pioggia
Mar
27 ott
Parzialmente nuvoloso
Sentieri qui intorno
Sentiero CAI 510
Lunghezza: 7,1 km
Sentiero CAI 501
Lunghezza: 12 km
Sentiero CAI 505
Percorso bisaccese delle acque
CAI 507
Lunghezza: 14 km
Cosa succede in paese
Festa patronale: san Canio
ogni anno
Paesi vicini a Calitri
Natura nei dintorni
Parchi, laghi, terme e cascate a meno di 25 km da Calitri.
Domande frequenti su Calitri
- Come si arriva a Calitri?
- In auto ci vogliono circa 1 ora e 10 minuti da Avellino (72 km), 1 ora e 30 minuti da Benevento (83 km) e 1 ora e 35 minuti da Salerno (107 km).
- Cosa vedere a Calitri?
- Ci sono 9 cose da vedere. Le principali sono Museo della ceramica e Castello.
- Dove mangiare a Calitri?
- Ci sono 7 posti per pranzo o cena, fra cui Gagliano, Peccati di Cola e Locanda dell'Arco.
- Dove parcheggiare a Calitri?
- Nei dintorni ci sono 5 parcheggi, 2 gratuiti.
- Quando andare a Calitri?
- Il periodo migliore è la primavera o l’autunno. La festa patronale cade il 25 maggio (san Canio); in paese spesso si festeggia la domenica più vicina.
Il prossimo paese te lo trova Fuoriporta.
Di’ da dove parti e la giornata arriva già pronta.
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